Come farsi strada nel mondo del lavoro: Sheryl Sandberg da 3 consigli.

2903dbe09eafe9200099d4423c0864ed61f8bea0_1600x1200Quando Sheryl Sandberg alza il ditino (come nella foto), sta per darci una lezione, magari a costo di urtare qualche suscettibilità. Vale la pena di ascoltare questo TED Talk sempreverde in cui spiega cosa possono fare le donne per diventare leader nel mondo del lavoro. Rivelo i tre consigli che da per sviluppare la  al femminile leadership, ma consiglio di guardare il video.

Numero Uno. Sedersi al tavolo (cioè pretendere nel lavoro un posto che riconosca il proprio valore, non accontentarsi di contribuire stando dietro alle quinte o sedute sugli strapuntini).

Numero Due. Avere un partner che supporti la vostra carriera al fianco (la scelta del partner non è cruciale solo per il patrimonio cromosomico di eventuali figli ma anche per l’appoggio psicologico e materiale che può dare al nostro sviluppo personale, che si tratti di carriera o altro. Purtroppo, tipicamente alle donne non si spiega che questo è un criterio importante nello scegliere il Principe Azzurro e rischiamo così di finire con uomini tanto straordinari quanto poco desiderosi di supportarci e invece tanto bisognosi di essere supportati loro).

Numero Tre. Non lasciare prima di lasciare (cioè di non compiere scelte auto-limitanti in previsione di dover, un domani, lasciare per farsi una famiglia. Investire nella propria carriera fino al momento in cui si prenderà, se succederà, una strada diversa).

Solo con questi tre, la leadership femminile potrebbe avanzare parecchio.

Il potere del sonno

Per essere buone leader bisogna dormire. Sembra controcorrente, ma è proprio questo che asseriva una donna di potere come Arianna  Huffington dal palco dei TED Talks un anno e mezzo fa. Il collegamento fra  leadership e sonno sta nel fatto che solo una mente riposata riesce a vedere the big picture e, se si presenta, l’iceberg prima che il Titanic ci finisca sopra.

Nel suo talk, Arianna non si limitava a dire che la strada per avere successo è dormire di più, ma aggiungeva, provocatoriamente, che battersi per dormire di più è una battaglia femminista. Ecco perché.

Anzitutto, perché le donne tendono, a causa dei carichi famigliari e lavorativi, a dormire poco. “Mi rivolgo a tutte le donne in carenza di sonno” ha detto Huffington alla platea dei TED Talks. E’ seguito un applauso scrosciante e liberatorio. Non dobbiamo avere paura di ammetterlo: in alcuni periodi della vita si accavallano esigenze famigliari e di carriera, non si hanno sufficienti ore di sonno  e si pensa “la cosa che desidero di più è dormire”. Perfino la brillante Gillian Tett (giornalista del Financial Times) confessa che quando aveva i bambini piccoli ogni tanto andava nel bagno dell’ufficio a dormire per qualche minuto (vergognandosi di farlo alla scrivania). Brava Arianna! Sdoganiamo la stanchezza femminile e smettiamo di nasconderla perché non è una colpa né un deficit. E’ solo l’effetto dei una serie di pressioni e di una cattiva ripartizione dei carichi di lavoro nelle famiglie.

La seconda ragione per cui è una questione di genere è che gli uomini ritengono molto macho il fatto di dormire poco e infatti se ne vantano. E’ uno di quei terreni su cui amano portarci, costringendoci a volte a maratone massacranti e di dubbia utilità, forse perché spostare l’asse sulla forza fisica li fa sentire più sicuri. Ecco, questa è una di quelle cose in cui non dobbiamo imparare da loro perché, in realtà, la stanchezza ottenebra la mente. Si può forse “funzionare” nelle attività ordinarie anche da stanchi, ma è difficile essere strategici.

Charles Czeisler della Harvard Medical School diceva: “Come un ubriaco, una persona priva di sonno non ha veramente idea di quanto siano compromesse le sue reali funzioni. La maggior parte di noi ha dimenticato cosa vuol dire davvero essere svegli”. La National Sleep Foundation, che raccomanda da 7 a 9 ore di sonno a notte, ha identficato un nesso tra mancanza di sonno e e capacità cognitive, apprendmento, umore e obesità.

Conclusione: rivendicate il diritto al sonno e, se non avete alternativa, fate qualche pisolino ristoratore sul lavoro. Se vi serve a essere più lucide e a dare il meglio, è la cosa da fare. I più innovativi fra i datori di lavoro (per esempio i soliti noti della Silicon Valley) prevedono già da tempo spazi dedicati al sonnellino (per esempio, sleeping-pods, come quello nella foto). Meglio ogni tanto dormire sul lavoro per una decina di minuti che fare il proprio laoro dormendo.

Cosa ne pensate?