Storytelling a supporto del proprio brand

Ho scritto altre volte dell’importanza, in particolare per noi donne, di fare self-branding cioè di gestire l’impressione che le persone hanno delle nostre competenze e delle nostre caratteristiche personali.

Una volta compresa e messa bene a punto la propria marca (brand positioning), il successo dipende da quanto efficacemente la si comunica. Questo per molte persone è un punto delicato perché parlare di sé non viene facile a tutti. In particolare, molte donne, quando si tratta di convogliare l’idea che sono brave, sembra che perdano il dono della parola. Sappiamo bene che è l’effetto, subdolo ma forte, dello stereotipo femminile che ci suggerisce di stare dietro le quinte, di non darci troppa importanza e di esprimere una signorile modestia.

Dobbiamo però farcene una ragione, per farsi percepire dagli in un modo che  “calamiti” le opportunità che si cercano, quindi anche per fare carriera e avere successo, bisogna dire le cose giuste di noi stesse e in un modo che colpisca. Raccontare  episodi della nostra vita professionale sotto forma di storie, tecnica che viene chiamata storytelling, è molto utile nella gestione del proprio personal brand. Infatti, la mente umana ricorda le storie molto meglio di quanto ricordi fatti e numeri e comprende le informazioni convogliate dalla storia a un livello più profondo di quanto avvenga se queste non sono legate da una buona narrazione. Attenzione però: le storie devono essere veritiere, fedeli ai fatti. L’unica cosa che si può (e si deve) fare è aggiungere le emozioni, le spiegazioni,  il contesto e la morale (intesa come principio generale illustrato dalla storia).

L’insieme delle storie che raccontiamo di noi raccontano la nostra storia. Scegliamo quelle giuste, cioè coerenti con la nostra marca, e facciamole diventare un racconto che si “appiccichi” nella testa di chi vogliamo colpire e interessare. Il consiglio è di iniziare a scrivere gli episodi professionali che illustrano meglio il nostro professional brand,  poi di provare a fari diventare una storia appassionante, infine di esercitarsi a raccontarla con la sapienza di un cantastorie.

Cambiare brand (non Brad) come Angelina Jolie

Il tema di come fare re-branding di se stesse, cioè di come cambiare il modo in cui gli altri ci percepiscono è molto gettonato perché, per mille ragioni, a volte ci si trova intrappolate in un ruolo che ci va stretto o siamo etichettate in un modo che non ci corrisponde più. Come si fa a cambiare l’impressione che gli altri hanno di noi?

Angelina Jolie ha dato esempio di un riposizionamento che assomiglia a un carpiato, passando da essere vista come “pupa che accende” e attrice straricca e acclamata a ambasciatrice dell’ONU molto impegnata nel sociale. Direte che quando ci si chiama Angelina tutto è più semplice, ma, se ci pensate, è anche più complicato. La sua perseveranza e coerenza nel perseguire il nuovo ruolo è stata notevole consentendole di scaricare, in pochi anni di duro lavoro, il suo vecchio e consolidato brand (e anche il suo Brad; forse le due cose sono collegate).

Torniamo a noi, con tre consigli della coach Caroline Ceniza-Levine:

1) Sfruttate a vostro vantaggio le vostre altre identità. Siete una fund-raiser per una onlus? Siete nel Consiglio d’Istituto della scuola di vostra figlia? Gestite una squadra amatoriale di pallavolo? Siete capo-progetto di un’iniziativa non profit? Sfruttate l’identità, tra le tante, che mette meglio in luce quello che siete.

2) Concentratevi sul punto a cui volete arrivare, non su dove siete adesso.  Spesso, per consuetudine, mancanza di coraggio o il troppo poco credito che diamo ai nostri sogni,  nel nostro curriculum vitae enfatizziamo le esperienze professionali pregresse anche quando c’entrano poco con il cambiamento che abbiamo in mente di fare. Sarebbe meglio costruire una nuova narrazione (più rischiosa, certo) incentrata su esperienze che supportano quello che vogliamo fare da adesso in poi.

3) Allargare il proprio network per allargare la propria marca. Chi vi conosce da tempo farà più fatica a vedervi in una nuova luce (voi state cambiando, magari loro no). Se frequentate persone nuove potete esercitarvi nel vostro nuovo ruolo senza troppi condizionamenti e inibizioni e impossessarvi della parte.