L’anello mancante tra performance e leadership

auraSe vi siete sentite dire che siete brave, ma non avete l’aura del leader, non siete certo le sole e probabilmente non è nemmeno colpa vostra. I modelli di leadership sono per lo più maschili e noi facciamo fatica a recitare la parte a dovere (spesso non ci va neppure). Fatta questa premessa, il quid che in pochi minuti  segnala leadership e potenziale si chiama executive presence e può diventare l’anello mancante tra performance e leadership, cioè costare caro alla vostra carriera.

Ma cos’è l’executive presence? Con questo termine elusivo si intende un misto di comportamenti e aspetto che ci fa rispettare.  Se la possedete  la percezione immediata che gli altri hanno del vostro valore è alta. 

E’ una forma di soft power che è meglio conoscere e sviluppare perché può diventare una buccia di banana. Ecco quattro consigli:

  • Usate uno stile di comunicazione assertivo e aperto. A volte noi donne assumiamo comportamenti un pò rigidi per farci rispettare, ma non è quella la strada giusta.
  • Parlate con convinzione, ma pacatamente, lentamente e evitando toni acuti (la natura non ci aiuta, ma transeat)
  • Trasmettete sempre un senso di sicurezza e calma, soprattutto nelle situazioni difficili (per esempio quando siete sotto attacco da parte di qualcuno)
  • Curate l’aspetto esteriore. L’avvenenza non c’entra, il budget di spesa c’entra poco: si tratta piuttosto di essere vestiti per la parte (coerenza col brand) e sempre molto curati. Le persone notano il vostro aspetto esteriore prima di tutto il resto, fatevene una ragione.

Facile vero? Manco per niente, proprio per questo meglio allenarsi parecchio.

Tasche, borse e discriminazione di genere

borsaC’è un inerente sessismo nella moda femminile. La manifestazione più evidente è negli abiti che ci fanno sentire e percepire come oggetti sessuali. Una forma più sottile di sessismo è data dal privilegiare la forma e non la funzionalità nell’abbigliamento femminile. Diversamente dalla moda che ci mercifica, di questo non ci lamentiamo tanto.

Ne scrive sull’Atlantic Tanya Basu (The Gender Politics of Pockets), partendo dalla constatazione che l’iphone 6 non sta nelle tasche della maggior parte delle donne e dalla riflessione che non è solo un problema che ci capita con l’iphone.

Camilla Olson, nota stilista, dice che l’industria della moda non aiuta la donna ad avanzare e cita come esempio, appunto, la mancanza di funzionalità del nostro abbigliamento, per esempio la mancanza di tasche (o, ironicamente, la presenza di finte tasche). Ma potremmo parlare dei tacchi o, comunque della calzature femminili, che, se sono veramente tali, non permettono certo di piantarsi bene con i piedi per terra, fisicamente e metaforicamente. Una mia conoscente dice, a questo proposito, che se sta indossando i tacchi, è meno assertiva. Trovo un fondo di verità.

Tornando alle tasche, perché gli stilisti disegnano vestiti femminili come se le donne ne avessero meno bisogno? Giustamente, l’articolo fa notare che, andando a una riunione, un uomo può infilare cellulare e chiavi in tasca, mentre una donna, di solito, deve tenerli in mano (che è scomodo e diminuisce l’executive presence) o portare una borsa, segno invisibile ma ineluttabile della sua femminilità.

E poi, vogliamo parlare del significato simbolico di queste borse? Si dice che siano un “utero esterno” (ma possono essere interpretate come l’esternalizzazione di altri organi femminili). Forse per questo tante di noi ci tengono tanto a esibire belle borse.