Essere l’unica principessa del castello è una fregatura

Da piccole la stragrande maggioranze delle bambine sognano di essere una principessa. Se ci pensate, è una cosa un pò strana: non ci sono tante monarchie rimaste (la probabilità di successo di un piano di vita del genere è come vincere alla lotteria) e le principesse vere non sembrano nemmeno le persone più felici del mondo. Potreste dirmi che questa bizzarra e anacronistica aspirazione viene presto abbandonata ed è vero, ma mi domando se non lasci tracce inconsce dannose. Per esempio il fatto che trovarsi in una condizione di esclusività sia desiderabile (la principessa del castello è una e unica).

Un recente articolo di McKinsey ci spiega che, almeno nel mondo del lavoro, essere l’unica o una delle poche donne diminuisce le probabilità di successo oggettive. Negli ambienti in cui vi sono poche risorse femminili, secondo lo studio, le donne incappano in maggiori ostacoli rispetto agli ambienti più bilanciati, per esempio devono dimostrare di più per essere considerate valide e vengono scambiate per figure più junior di quanto siano in realtà.

In conclusione, essere l’unica principessa del castello è una fregatura. Diciamolo alle bambine, ma anche alle donne: più siamo e più ci rispettano.

La differenza delle persone che fanno la differenza

201301-omag-flying-balloons-600x411Cosa fanno di diverso le persone di successo? Come immaginate, molti se lo sono chiesto e pare che quasi tutti abbiano tentato di dare una risposta perché, se mettete in google questa domanda, verrete inondati di consigli. Molti sono ovvietà, ma ogni tanto ce n’è qualcuno che fa riflettere. Ecco la mia selezione (non esaustiva) di caratteristiche e atteggiamenti che possono aiutare le donne (e gli uomini) a essere leader e ad avere successo:

  • Essere ottimisti-realisti. Visualizzatevi già nelle situazioni che desiderate, comportatevi come se già si fossero avverati i vostri desideri, guardate il mondo con le lenti di chi crede di potercela fare, ma non sottostimate le difficoltà (nessuno ha detto che essere leader al femminile sia facile). Bisogna essere preparati al successo e calamitarlo, ma non pensare che arrivi senza sforzo e subito (se no si rischiano la delusione e lo sconforto).
  • Focalizzarsi sul miglioramento, non sulla perfezione. Voler essere perfette è un difettuccio femminile che ci costa caro in termini di frustrazione e ci fa rinunciare a impegnarci in cose in cui temiamo di non risultare all’altezza. Soprattutto questo secondo aspetto ha effetti molto negativi perché se non si fanno cose fuori dalla propria comfort zone è difficile che si possa diventare leader. Meglio quindi provare cose nuove, sbagliare e poi darsi semplici obiettivi di miglioramento (nel tempo si diventa quasi perfette, ma è un effetto collaterale, non l’obiettivo)
  • Concentrarsi su cosa si vuole fare, non su cosa non si vuole fare. Il cervello umano ha qualche problema con la negazione (se vi chiedo di non pensare a un elefante, la prima immagine che vi viene in mente qual’è? Proprio quella di un pachiderma). Se volete cambiare i comportamenti che limitano la vostra leadership, pensate positivo, come diceva la canzone. Anziché dirvi: “Non devo arrabbiarmi e perdere la calma quando il mio capo mi dice….”, proponetevi “Quando il capo mi dice ….prima di rispondere conto fino a 10”. L’idea è sostituire un comportamento che danneggia la nostra leadership con un altro che la supporta o almeno non la mina.