Il Talento delle Donne intervista Alessandra Ungaro

Alessandra_UngaroChi è Alessandra Ungaro 

Napoletana, istrionica e forse generosa di sè stessa.

Una sognatrice concreta, con valori d’altri tempi armonizzati nei modelli di affermazione femminile contemporanea.

Libera professionista, nel mondo dei numeri e della governance che è riuscita a coniugare anima, finanza ed etica….oltre a tango, golf, volontariato e fede.

Single al momento, ma si sa….. nella vita non è detta l’ultima parola…

Laurea in economia e  Master in Direzione di Impresa, orgogliosamente made in Sud; revisore legale, manager e infine consulente aziendale indipendente.

Appassionata di montagna, lago e sentieri che conducono al senso delle cose.

Ho un grande privilegio: ho potuto sempre scegliere ed ho riempito i miei giorni di vita, non posso che benedire la mia storia…

Qual è il tuo talento

Penso di essere una persona affidabile con una marcata vocazione “sociale”e una buona dose di ironia.

Mi piace accogliere e condividere, il tutto con allegria e un pizzico di anima.

Un imprenditore di grido un giorno  mi ha detto ” se avessimo più Alessandre, avremmo un mondo migliore”; è stato il tributo più straordinario della mia vita non solo professionale, e pur non essendo sicura di meritarlo fino in fondo, riassume quell’essenza che mi piacerebbe essere….un buon esempio.

Definisci il tuo stile di leadership

Persusasivo, coinvolgente ed “ancora” estremamente operativo.

La leadership è un tributo di terzi, se non sei in mezzo a loro (che te la riconoscono) non puoi arbitrariamente decidere di averla.

Sei leader se diventi esempio.

Una cosa da fare ed una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Curiosità, passione e proattività sempre. Evitare magari di competere con atteggiamenti maschili, vestire di femminilità anche gli spazi più angusti del quotidiano.

Mai personalizzare e guardare sempre oltre… volare alto!!

Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Avere sempre un perchè abbastanza grande…il come arriverà..

Il Talento delle Donne intervista Ilaria Scauri

Ilaria_scauri_hubdotChi è  Ilaria Scauri. A 44 anni ho mollato il lavoro senza sapere cosa avrei fatto. Dopo 3 anni sono una blogger, ho scoperto che mi piace scrivere contenuti per il web, mi sto perfezionando nei Social Media e sono volontaria nel Carcere di San Vittore

Qual è il tuo talento ?

Non credo di avere talenti particolari, sono molto curiosa, tenace e mi metto in gioco, questo, forse, fa fare le cose bene

Definisci il tuo stile di leadership

Empatico

Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Da fare: capire il significato di successo nella propria vita professionale. Ritengo che per ciascuna di noi sia diverso.

Una volta capito e raggiunto il proprio successo, non volere sempre di più o qualcosa di diverso, goderselo.

Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Alleggerire la propria vita. Fare pulizia di abitudini, amicizie, contatti, aspettative che rendono la vita pachidermica.

Il Talento delle Donne intervista Giovannella Condò

depaoli-412-ModificaChi è Giovannella Condò. Finto architetto (amo le case!), finto professionista della comunicazione (ho un master in comunicazione istituzionale), vero notaio. Ho uno studio a Milano in via Manzoni con la mia socia Monica De Paoli, tutto bianco e completamente femminile. Appena iniziata la professione, ho lavorato nelle istituzioni notarili: dalla Scuola di Notariato della Lombardia, che forma gli aspiranti notai, alle commissioni del Consiglio Nazionale del Notariato, al Consiglio Notarile di Milano. Ho un marito e un figlio, Giuseppe Carlo nato nell’agosto 2007.

Qual è il tuo talento?

Non certo parlare di me stessa e ancora meno tentare di parlare bene di me stessa!

Comunque, credo che i miei punti di forza siano la capacità organizzativa e la velocità di sintesi e di esecuzione, che – confesso – in qualche momento mi porta ad essere superficiale.

Definisci il tuo stile di leadership

Cerco di rispettare le posizioni e di capire le esigenze dell’altro, ascoltando con attenzione e senza alcuna prevaricazione nè giudizio.

Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Da evitare l’aggressività, sintomo di debolezza anche legata all’essere donna.

Da fare: essere se stessa, senza sbavature e senza ondeggiamenti.

Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Imparare ad organizzarsi e a delegare, mantenendo sempre alta l’attenzione.

Il Talento delle Donne intervista Maria Vittoria Calloni

Cm vittoria callonihi è  Maria Vittoria Calloni. 59 anni, medico, specialista in Neurologia, lavora presso l’Ospedale di Legnano ove è la Responsabile della Stroke Unit.

E’ felicemente sposata da 30 anni e ha 2 figli, le piace lavorare, leggere , viaggiare e camminare in montagna.

Qual è il tuo talento ?

Più che di talento parlerei di caratteristiche salienti e peculiari del carattere che nel mio caso sono: volontà nel raggiungere gli obiettivi, determinazione  nel perseguirli  e tenacia nel consolidarli.

Definisci il tuo stile di leadership

Per essere un buon leader è necessario innanzitutto nutrire una forte passione e una grande disponibilità per ciò che si fa.

Bisogna poi porsi degli obiettivi chiari e raggiungibili verso i quali orientare e motivare  i collaboratori, nel rispetto delle loro mansioni e capacità.

Infine il leader, dopo aver ascoltato le richieste, osservazioni, idee di tutto il gruppo,  deve essere in grado di produrre una sintesi  della situazione dalla quale  partire per formulare progetti avanzati e innovativi che valorizzino il contributo di ciascuno.

Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Da fare: lavorare, studiare , riconoscere i propri errori per migliorare.

Da non fare : piangersi addosso, cercare scuse per non mettersi in gioco, sottovalutare le proprie capacità.

Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Per conciliare lavoro e vita privata è assolutamente necessaria una buona organizzazione domestica e  il coinvolgimento  del  nucleo familiare nelle scelte , aspettative, ambizioni della donna.

E’ inoltre importante sdrammatizzare alcuni conflitti  e sensi di colpa ( del tipo : non riuscirò mai  a fare bene la mamma e il medico!!!)  e mantenere solide e sane  relazioni lavorative e affettive.

Il Talento delle Donne intervista Chiara Burberi

chiaraChi è Chiara Burberi. Mia madre mi definiva così: nata, cresciuta e maleducata a Milano. Io mi definisco così: appassionata di #creatività, #education e #STEM (Science, Technology, Engineering and Math con Arte) in particolare per le ragazze.

Sono docente, consulente e manager, ma soprattutto: #proudtobeItalian, impegnata a investire nel futuro della nostra Italia, co-founder di redooc.com – Rethink Education!

Parafrasando il grande Bruno Munari: “Ognuno conosce una Chiara diversa”.

1. Qual è il tuo talento?  

Uno solo, grande a piacere, multiforme: imparare, continuamente, con curiosità, passione e determinazione, per fare succedere le cose, meglio se nuove e utili.  Ammetto che l’ho scoperto grazie a mio marito, che osserva le mie mille avventure da più di due decenni con grande pazienza e apparente distacco.

2. Definisci il tuo stile di leadership con tre parole e spiegaci se il fatto di essere donna lo influenza

Come vedo io il mio stile?

Non mi sono mai sentita un role-model, ma semplicemente una persona che ha ricevuto molto da grandi maestri (a partire dall’indimenticabile “I am giving you feedback because I believe in you”) e che cerca di dare molto a sua volta a chi ha voglia di crescere come persona e come professionista, che dimostra di avere uno spike (un grazie doveroso alla grande scuola McKinsey!).

Come vedono gli altri il mio stile?

Il co-founder di Redooc, un ragazzo che spesso scambiano per mio figlio, dice “never fully satisfied”, che io traduco con tre parole, così:

1) curiosità

La curiosità porta a farsi delle domande, all’innovazione vera e duratura; solo la curiosità porta alla soddisfazione della scoperta! Gli occhi brillano, tutto inizia ad avere un senso… la soluzione è lì, a tua disposizione!

2) passione

Passione vuol dire affrontare il lavoro, la vita, con sorrisi, energia, entusiasmo, vuol dire non mollare. Fare qualcosa perché ha un senso, un valore vero, la voglia di lasciare un segno!

3) occasione

“Cogliere l’occasione” è un’arte che va coltivata: cos’è un’occasione? Come si fa a coglierla? Bisogna essere disponibili, pronti a investire il proprio tempo ed energie, ma anche pronti a sbagliare, pur di imparare, ad ogni costo.

Questo stile (perché sono una donna?) spesso suscita incomprensione, magari anche fastidio e allora mi aggrappo ad un saggio insegnamento di mia madre, che ha sempre osservato con un misto di sorpresa e simpatia la mia energia, rumorosa ed estroversa: “rassegnati, Chiara, non puoi stare simpatica a tutti!”.

3. Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Essere consapevoli dei propri limiti per cercare sempre di superarli e orgogliosi delle proprie capacità per sfruttare al meglio le opportunità, che sono la chiave della carriera e del successo. Pensare di non farcela non paga!

Semplicemente, per me i limiti non esistono, finché non li definisci tu. Niente è impossibile, basta volerlo. Ricordo bene un colloquio difficile con un CEO a cui ho detto: “Io sono molto ambiziosa: voglio tutto! Essere manager, collezionista, mamma di 2, moglie di 1, amica di tanti, sorella, zia, figlia, …”. Adesso aggiungerei solo: imprenditrice seriale J

4. Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Credo fermamente, senza nessun rimorso o rimpianto, all’outsourcing spinto. Ci credo e cerco di praticarlo sempre, anche se sono stata allevata al motto “chi sa fare, sa comandare” e soffro ancora a tratti di una strana tendenza al “faccio io… faccio prima… faccio meglio”, che può diventare davvero dannosa, perché crea frustrazione per te e deresponsabilizzazione negli altri. L’equilibrio a cui si tende è sempre un obiettivo dinamico.

Il mio vero consiglio, come donna, è comunque “meglio sola che male accompagnata” perché una grande donna si merita un grande uomo!

Il Talento delle Donne intervista Tiziana Bocus

foto (5)Chi è Tiziana Bocus. Laureata in Economia Aziendale in Bocconi, trascorre circa un anno  di studio e lavoro a New York. Inizia la sua carriera nel mondo della finanza in Euromobiliare per poi passare all’asset management in Primegest ed in DWS  dove ha ricoperto  il ruolo di gestore con sempre maggiori responsabilità fino a dirigere, come Capo degli investimenti,  le attività della Sgr specializzata in investimenti alternativi. Passa poi nel 2009 alla Direzione generale di Deutsche Bank dove è attualmente responsabile delle attività di Advisory e componente del Comitato Investimenti  della banca. Sposata, con una figlia,  ama viaggiare, ha  amici  sparsi in diversi continenti che ama andare a trovare non appena il suo lavoro e i suoi impegni famigliari glielo consentono.

Qual’è il tuo talento?

Una grande curiosità, entusiasmo e poi determinazione  per gli obiettivi che mi pongo e per  quello che faccio  e forse anche un pizzico d’incoscienza che mi ha portato nella mia vita professionale e personale a non mollare mai. Gli  ostacoli, che alcune volte a molti sembravano insormontabili  si sono rivelati , con l’aiuto spesso di persone che ho incontrato nel mio percorso, un momento di grande crescita e da cui ne sono uscita rafforzata e sono stati sempre  punti di svolta nella mia vita.

Definisci il tuo stile di leadership

Ci riflettevo proprio in questi giorni e credo abbia come base la capacità di condividere gli  obiettivi e i traguardi da raggiungere , una grande attenzione alla centralità delle persone, una capacità di delegare ma anche di restituire ai collaboratori un feed back positivo o negativo  sull’attività svolta ma anche sul percorso realizzato.  Da ogni sfida bisogna uscire rafforzati come persone e come organizzazione.

Inoltre la capacità di fare networking e di collegare persone che non si conoscono ma che hanno elementi in comune perché insieme possano trasformare un sogno in una vittoria.

Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Essere autentiche e sapere  cos’è importante per te, rispettare le persone chiunque esse siano e cosa facciano, essere curiose, coinvolte e quindi creative.  Non fare il contrario.

Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Essere molto, molto organizzate, concentrarsi  su quello che si fa e poi ricordarsi che : Leadership at work isn’t just about work. It’s about life (S.Friedman).

Il Talento delle Donne intervista Laura Lungo

laura lungoChi è Laura Lungo. Milanese di natura monferrina, nullipara, legale d’impresa da oltre 25 anni, attualmente responsabile dell’ufficio affari legali corporate e societario del Gruppo Sisal, in precedenza ha ricoperto ruoli analoghi in ING Bank, Montedison/Ferruzzi, Aon Nikols. Sporadicamente docente di argomenti di diritto societario in seminari specialistici e master. Collabora con AIGI, associazione dei giuristi d’impresa e con Valore D, associazione tra imprese per la valorizzazione dei talenti femminili in azienda. Appassionata di musica, ex chitarrista classica e insegnante privata (fino a quando decise di unirsi ad una banda punk, ma erano gli anni’80…); attualmente militante in un coro polifonico, ha recentemente intrapreso lo studio del violoncello.

1.     Qual è il tuo talento?  

Non ho un talento che sia uno. Forse è una fortuna: in questo modo mi sento libera di provare a fare tante cose diverse, mentre chi ha un talento forse è un po’ obbligato a seguire solo quella strada.

Però credo di avere una caratteristica fortunata: la curiosità, il motore  che mi spinge a cercare sempre di scoprire cosa c’è oltre, nella pagina successiva , dietro l’angolo o nella testa di una persona nuova. Molto spesso trovo una bella sorpresa.

2.     Definisci il tuo stile di leadership con tre parole e spiegaci se il fatto di essere donna lo influenza

1) condivisione

Quando affido un’attività o un progetto ai miei collaboratori, faccio in modo che conoscano il contesto in cui é inserita e le ragioni che sostengono il raggiungimento dell’obiettivo generale. L’intelligenza dell’insieme, l’appartenenza ad un progetto e quindi la condivisione dell’intento, secondo me, portano con sé la sensazione di fare una cosa importante e l’assunzione di responsabilità, ciò che è vantaggioso per tutti.

2) riscontro

Faccio in modo che i miei collaboratori abbiano regolarmente da me un riscontro sulle attività e i progetti che realizzano, che sia positivo o negativo. Il riscontro è obbligatorio, da dare e da ricevere. Aiuta a capirsi, a fidarsi, a migliorarsi e a dare la giusta dimensione ai successi e agli insuccessi.

3) restituzione

Se ho imparato qualcosa, anche dai miei errori, cerco di trasferirla ai miei collaboratori, perchè possano fare bene senza sbagliare e più in fretta.

E’ evidente, mi pare, che i tre elementi che ho evidenziato sono strettamente collegati al mio essere donna. Sono estranei a logiche di competizione e coinvolgono soprattutto la cura della relazione e la centralità della persona, caratteristiche in cui sicuramente le donne sono insuperabili.

3.     Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Da evitare: lasciarsi incasellare in un ruolo ancillare, soprattutto all’inizio, quando si è  giovani. Intendo dal punto di vista “sociale”, più che professionale.

Da fare: avere coscienza e orgoglio del proprio valore e respingere gli stereotipi che tendono a minare l’immagine che si ha di sé; fare tutto questo con un po’ di ironia.

C’è una cosa orribile, secondo me, che fanno gli uomini sul lavoro, solo con le donne: ti chiamano per nome dandoti del “lei”(“Senta, Laura…”). Io rispondo allo stesso modo (“Mi dica, John…”), anche se il malcapitato é il Presidente della Fiat. Di solito, funziona: realizzano e non lo rifanno.

4.     Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Le liste! Mettere tutte le cose da fare in fila su un foglio Excell, da aggiornare, stampare e tenere sempre con sé per consultarlo in un attimo, quando serve (con le agende elettroniche ci vuole molto più tempo…) e qualche volta accettare serenamente anche l’overbooking. Essere leali e fare del proprio meglio: se i vostri interlocutori, al lavoro e fuori, sanno che di norma fate tutto quello che potete, allora vi capiranno, quella volta che li dovrete lasciare…a piedi. Se la caveranno come possono e, se sentiranno la vostra mancanza, capiranno meglio quanto valete.