La lezione di Miss America

Camille Schrier, 24 anni, americana, una laurea in biochimica e una in biologia, sta facendo un dottorato in farmacia. Sarebbe una rarità già così, vista la scarsezza delle donne negli studi #STEM, ma ha appena vinto il Concorso di #MissAmerica e questo la rende ancora più insolita. Anche per chi non segue questi concorsi, qua c’è qualcosa di interessante.

Le cose sono andate così: Camille è una bella ragazza e si è iscritta al concorso che sceglie la più bella del reame (ci sono circa sono mezzo miliardo di abitanti negli US, non è un concorso di provincia). Quando è stato il suo turno di “mostrare un suo talento”, anzichè ballare o cantare o fare le classiche cose che si usavano fino agli anni 10, è comparsa in camice bianco da laboratorio e ha prodotto una reazione chimica molto suggestiva (una esplosione di schiuma colorata dalle provette, tipo fuochi d’artificio). E’ un esperimento, ben scelto per la spettacolarità, ma da quinta elementare (nei Paesi dove la scienza si insegna in modo pratico, negli altri Paesi no), ma non è questo il punto: non concorreva per il Nobel, ma per Miss America.

Richiamo l’attenzione su un paio di cose:

  • L’importanza di role model STEM femminili che siano desiderabili è fondamentale. Smettiamola di far finta che questi aspetti mediatici non contino e diamoci da fare per trovarne (anche crearne)
  • Camille non è una marziana nè una replicante (questa cosa la posso provare: ha pianto, come ogni miss che si rispetti, quando le hanno dato la corona). Esistono in natura donne belle e brave nelle STEM ( le due cose non sono anti-correlate) e se magari evitiassimo di convincerle che è meglio fare giurisprudenza e le incoraggiassino sarebbe fantastico (se invece sono avvocate fin dalla culla, va bene così, incoraggiamole a diventare Principesse del Foro)
  • Camille, come molte donne, era piena di incertezze (ha dichiarato che, mentre le altre avevano dei talenti da esibilre, lei sapeva “solo” fare esperimenti)
  • Camille, alla fine, ha vintoVi sembra fantascienza? No, è solo scienza, nemmeno complicata, ma è una rivoluzione. Guardare per credere, ecco il video della proclamazione (con le tradizionali urla da galline spennate e lacrime come se piovesse, ma questa volta è diverso): https://www.youtube.com/watch?v=srbzT8p5VTY 

Io credo che il vento stia finalmente girando.Siamo all’inizio degli anni 20 e sono ottimista (ma non abbasserò la guardia finché respiro).

Due rondini che fanno primavera

Come sapete, Greta Thunberg, la sedicenne attivista svedese per il clima, è la persona dell’anno secondo il Time. Non era mai successo che la celebre copertina, di solito conquistata da uomini maturi dopo decadi di un’intensa attività di auto-promozione, fosse dedicata a una persona così giovane. Per non parlare del fatto che le donne sono state praticamente assenti in passato dalla copertina di Time (ce ne sono state solo 4 prima di Greta: Wallis Simpson nel 1936); Elizabetta II nel 1952; and Corazon Aquino nel 1986 e and Angela Merkel nel 2015).

Il caso ricorda un pò quello (più drammatico nel suo inizio) di Malala, l’attivista pakistana che si batte per il diritto all’istruzione delle bambine, che è diventata nel 2014 la più giovane persona ad aver ricevuto il premio Nobel (aveva 17 anni). Anche quello, non proprio un riconoscimento femminista: ad oggi il conteggio dei vincitori di Nobel è il seguente: 866 uomini e 53 donne.

Non mi vengono in mente casi simili nel genere maschile contemporaneo, cioè non riesco a pensare a nessun ragazzo che abbia assunto un ruolo di leadership planetaria così precocemente. Ormai è dimostrato scientificamente che le ragazze “maturano”, mediamente, molto prima dei ragazzi (si veda lo studio Marcus Kaiser e Sol Lim della Newcastle University), ma questo è sempre stato vero (statisticamente).

Due considerazioni. La prima: vuoi mai che sia venuto il momento delle donne? Che finalmente si siano create le condizioni giuste? La seconda: pensate che bello per le bambine e ragazze di oggi disporre di role model femminili talmente iconici da venire immediatamente in mente parlando di leader. Insegno leadership e quando chiedo a uomini e donne di indicare il loro role model di leadership sento sempre citare, da entrambi i generi, solo leader maschili. Mi da una sottile soddisfazione pensare che oggi ci siano centinaia di migliaia di ragazzi che hanno Greta come role model. Perchè quando queste persone saranno adulte, a differenza delle generazioni precedenti, considereranno la leadership femminile un fatto perfettamente normale.

Le scarpe rivelano chi sei

A tutte le età bisognerebbe frequentare persone di tutte le età e anche avere role model di tutte le età. La mia ultima role model ha quasi mezzo secolo meno di me.

Si chiama Rhea Bullos ed è un’atleta filippina di 11 anni che ha partecipato a una competizione senza scarpe, non avendo i soldi per comperarle (se ci pare impossibile, dobbiamo guardare di più fuori dalla nostra bolla e meno nell’armadio dei nostri figli). In realtà proprio scalza non era: mostrando senso pratico si è infatti fatta una fasciatura intorno ai piedi e poi ci ha disegnato il simbolo della Nike. Mai citazione della Vittoria Alata fu più pertinente: Rhea ha vinto 3 medaglie d’oro (400, 800 e 1500 metri).

Cosa ci rivelano di Rhea le sue scarpe ? Che ha un’autostima granitica e una fiducia incrollabile nella possibilità di farcela concentrandosi su quello che si ha e non su quello che manca.

E qual’è la morale? Che se si ha talento, non bisogna farsi fermare da niente. Bisogna presentarsi alla gara e correre più forte che si può. Questo vale per tutte noi, anche se abbiamo le scarpiere piene e, leggendo questa storia, un pò ce ne vergognamo.

Leggete su Rhea il bel pezzo di Gramellini sul Corriere di oggi.