Networking per introversi

Trust-Is-Your-Trump-Card-ART_0Ora che molte organizzazioni stanno iniziando ad apprezzare le virtù degli introversi, questi non devono più fingere di essere quel che non sono, sostiene Lisa Evans in un articolo (Come gli introversi possono fare networking senza cambiare la loro personalità) uscito su Fast Company qualche tempo fa. Devono però comunque costruire una propria comunità di riferimento, in altre parole, devono fare rete anche loro. Faranno più fatica a crearla e sarà di dimensione inferiore a quella degli estroversi (di solito gli introversi sono più selettivi), ma sarebbe un errore non provarci (non bisogna esagerare scivolando dall’introversione all’asocialità), tanto più che il networking è a portata di chiunque, con i dovuti accorgimenti.

Ma come costruire e far crescere la propria rete se non si ha voglia di parlare con tutti quelli che capitano a tiro? Ecco i consigli di Evans:

  • Accettare che, in quanto introversi, gettare ponti è un pò più faticoso. E’ ok, ognuno ha le proprie facilità e difficoltà soggettive.
  • Darsi obiettivi raggiungibili, per esempio di conoscere meglio un paio di persone a settimana , dando a queste “una chance” (a volte gli introversi danno giudizi veloci sulle persone arrivando a “scartare” molte di esse come non meritevoli dello sforzo di connettersi). Se poi non ci piacciano, si può lasciar perdere, ma almeno bisognerebbe provare. Esempio: oggi parlerò un pò più a lungo con una persona per capire meglio che interessi ha. Basta così.
  • Cercare qualità più che quantità nelle relazioni. Darsi come obiettivo di conoscere 10 nuove persone a un party non ha senso per un introverso, meglio pochi contatti (nuovi) con cui cercare condivisione. Con costanza, la rete cresce anche se a ritmi più ridotti.
  • Frequentare eventi/persone che ruotino intorno alle proprie passioni/aree di interesse. Parlare di ciò che piace scioglie la lingua a tutti.

Aggiungo di mio: gli introversi sono in genere attenti ascoltatori e arguti osservatori. Questa caratteristica è molto utile nel relazionarsi con gli altri. Una volta rotto il ghiaccio, gli introversi hanno una carta briscola da giocare.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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