Alimenta la tua riserva emotiva – Consiglio N. 5

builbankE’ importante ricordarsi di fare versamenti, non solo prelievi, sul proprio conto emotivo. Ci sono inevitabilmente momenti in cui, su uno dei fronti in cui ci troviamo , le cose vanno meno bene di quanto vorremmo. Magari  proviamo frustrazione oppure  dispiacere o rabbia. In quei momenti è utile attingere dalla propria riserva emotiva, ma bisogna averla prima alimentata. Per farlo, bisogna non lasciarsi definire da una sola situazione (es. il lavoro o la famiglia) e un solo ruolo. Bisogna lasciare spazio emotivo ad altre cose che danno senso alla nostra vita.

Cosa fare da subito? 1) domandarsi se c’è un ruolo che ci sta definendo in maniera quasi esclusiva. Se la risposta è sì, provare a ribilanciare la situazione ricoprendo altri ruoli che ci danno forza 2) ricordarsi di fare le cose che ci ricaricano emotivamente. Identificale e mettile nella tua To Do List.

Questo post è tratto dalla serie di articoli usciti su Forbes (Success Tips for Women in Business di Denise Restauri) dedicati alle donne che lavorano e cercano di farcela per sè stesse e per ribilanciare il genere nella leadership portando elementi di leadership femminile dove servono.

 

Sbaglia in avanti – Consiglio N. 4

failfwd“Sbagliare in avanti” significa usare i propri errori e fallimenti per crescere professionalmente e personalmente.  Se proprio dobbiamo cadere, meglio cadere in avanti.
Gli sbagli possono essere fonte di ispirazione e crescita, ma per poter disporre di errori su cui riflettere bisogna non avere troppa paura e fare più di quello che si sa fare (vedi il consiglio N.1 di un post precedente Fai più di quello che sai).

Cosa fare da subito? 1) Sdrammatizzare gli errori 2) Mai “buttare via un errore”: domandarsi sempre cosa ci può insegnare.

Questo post è tratto dalla serie di articoli usciti su Forbes (Success Tips for Women in Business di Denise Restauri) dedicati alle donne che lavorano e cercano di farcela per sè stesse e per ribilanciare il genere nella leadership portando elementi di leadership femminile dove servono.

 

Non aver paura di chiedere – Consiglio N. 3

askquestNon avere paura di chiedere (anche quando  ci fa paura).

Le domande difficili sono sono di due tipi: 1) quelle che implicano un punto di vista diverso o un dubbio. In particolare nei confronti di capi, colleghi, team di lavoro, a  volte si esita per paura di farsi nemici, di attirare attenzione negativa, di apparire guasta-feste, perché non si ritiene di avere abbastanza autorevolezza o non ci si sente sicure abbastanza per mettere in dubbio le opinioni e le azioni degli altri (specie se con maggiore anzianità e autorità). 2) quelle fatte per chiedere qualcosa per sè, in particolare aiuto e supporto. In questo caso si teme di fare brutta figura chiedendo e si teme di sentirsi dire di NO con un velato rimprovero.

Buone notizie. Se fatte nel modo giusto, le domande 1) sono molto apprezzate e utili. Mostrano leadership, indipendenza di giudizio, pensiero critico. Le domande 2) ottengono un SI come risposta più spesso di quanto si creda.

Senza chiedere, non si va da nessuna parte.

Cosa fare da subito? Allenarsi a chiedere (anche piccole domande, non sere partire subito con quelle difficili) in modo che diventi un comportamento naturale.

Questo post è tratto dalla serie di articoli usciti su Forbes (Success Tips for Women in Business di Denise Restauri) dedicati alle donne che lavorano e cercano di farcela per sè stesse e per ribilanciare il genere nella leadership portando elementi di leadership femminile dove servono.

Rinuncia al club”Perfezione100%” – Consiglio N. 2

opt outIl club della “perfezione 100%” è una fregatura.   Bisogna ridefinire il successo: fare bene le cose più importanti, accettare l’imperfezione sulle altre, vivere serene e orgogliose delle proprie scelte.

Rinunciare ad essere perfette, oltre a mantenerci sane di mente, ci permette anche di essere più collaborative, curiose, equilibrate e felici.  Accetta di essere imperfetta, adotta standard più fluidi e adatti a te e ti porrai anche nei confronti degli altri in modo più costruttivo.

Cosa fare da subito? Scegliere alcune attività della propria vita per le quali lo standard 100% è fuori luogo/impossibile/inutile. Adottare per quelle uno standard più ragionevole, senza sensi di colpa, avendo capito che la perfezione 100% è una bufala.

Questo post è tratto dalla serie di articoli usciti su Forbes (Success Tips for Women in Business di Denise Restauri) dedicati alle donne che lavorano e cercano di farcela per sè stesse e per ribilanciare il genere nella leadership portando elementi di leadership femminile dove servono.

Fai più di quello che sai – Consiglio N.1

domoreHo trovato su Forbes una serie di consigli rivolti alle donne che cercano di sfangarla nel mondo del lavoro, avendo successo ma senza uscirne matte. Propongo, a cominciare da oggi, una mia breve sintesi di ciascuno con relativa vignetta.

Inizio dal consiglio N.1  (l’ordine dell’elenco non è casuale): fare più di quello che si sa fare, cioè  non farsi limitare e frenare dalla paura di sbagliare (timore più diffuso nella popolazione feminile che in quella maschile).

Avere fifa è normale, ma….Di fronte a una sfida, avere timore di sbagliare e paura di buttarsi è naturale, ma siamo noi che decdiamo come reagire alla paura.

La maggior parte degli errori sono un modo per apprendere e non hanno grandi conseguenze negative (questo consiglio non si applica alle neurochirurghe, alle pilote di aerei linea e ad alcune altre selezionate categorie). Chi si limita a fare le cose che sa fare, impara meno e diventa sempre più timoroso di commettere errori.

Cosa fare da subito? 1) Coltivare la convinzione di potersela sempre cavare, anche facendo cose che non sappiamo fare. Credere in se stesse  determina il “posto nel mondo” che occupiamo e influenza la percezione degli altri. 2) prendere qualche rischio in più.

Questo post è tratto dalla serie di articoli usciti su Forbes (Success Tips for Women in Business di Denise Restauri) dedicati alle donne che lavorano e cercano di farcela per sè stesse e per ribilanciare il genere nella leadership portando elementi di leadership femminile dove servono.