Il New Deal? Sono le donne

RooseveltNewDeal_LGCon una allusione non proprio criptata, qualche giorno fa il Financial Times intitolava un interessante articolo: “America’s female labour force needs a new deal” . Il nuovo accordo invocato dal giornale britannico per la forza lavoro femminile americana prevede maggiori tutele (congedo di maternità obbligatorio, in primis), ma il riferimento ovvio è al New Deal, cioè agli interventi promossi dal presidente americano Delano Roosevelt per risollevare gli USA dalla grande depressione economica. La tesi dell’articolo infatti è che non c’è modo più diretto e facile per aumentare la crescita dell’economia senza alimentare inflazione che attirare e trattenere più donne nella forza lavoro. Non c’è bisogno di scavare buche e riempirle, c’è una soluzione più semplice.

L’articolo senza troppi giri di parole chiama in causa le grandi aziende perché usino il proprio potere di influenza (e non solo quello) per migliorare le condizioni delle lavoratrici. Alcune aziende hanno fatto passi simili. Microsoft, per esempio, impone ai fornitori di concedere ai dipendenti il congedo per malattia (anche questo è lasciato dalla legge americana a discrezione del datore di lavoro). La Apple di Tim Cook (noto per il suo coming out) ha preso posizione a favore dei diritti dei gay. Sarebbe ora che le grandi aziende appoggiassero i diritti delle donne perché non farlo costa caro alla società e al business.

Quando i forti mostrano i muscoli facendo richieste non negoziabili ai più piccoli, normalmente non suscitano una grande simpatia.  Ma non dimentichiamo che il potere è come un coltello, che si può usare per imburrare il pane o per tagliare la gola a qualcuno. Usato bene, può far fare passi da gigante a una buona causa. Anche da noi la classe dirigente dovrebbe appoggiare la partecipazione delle donne alla forza lavoro in modo fattivo e anche da noi dovrebbero essere le aziende più avanzate a tracciare la strada.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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