La leadership che piace alle donne – La servant leadership

Servant-Leadership-Mountain3Molte volte ho noto che le donne fanno fatica a identificarsi nei modelli di leadership “vecchio stampo” di impronta puramente maschile. Purtroppo in molte organizzazioni questi modelli sono ancora prevalenti, anche se in discesa. Perché le donne tendono a rifiutarli? La risposta, spesso, è nello stereotipo di genere femminile, che ha lasciato un’impronta forte nella  maggioranza delle donne, orientandole verso altre caratteristiche, fra cui il servizio agli altri.

Un modello di leadership, la servant leadership o leadership di servizio (il termine è stato coniato da Greenleaf alla fine degli anni 70), è incentrato proprio su questo e quindi può risultare più affine ale preferenze di molte donne rispetto ad altri modelli più eroici e agentici, cioè incentrati sull’azione del singolo eroe condottiero. Questo modello di leadership, che rientra tra quelli cosiddetti post-eroici che pongono l’enfasi sulla collaborazione della squadra più che sull’eccezionalità di chi la conduce, di solito evoca nelle donne maggiore identificazione perché non collide con lo stereotipo femminile.

Scriverò ancora di come sta cambiando il modello di leadership e degli stili di leadership che le donne preferiscono, anticipo solo che, in essenza, sta diventando androgino e neutro, cioè non è più come una volta connotato con  caratteristiche maschili, ma intanto riassumo i principali tratti del servant leader che possono servire a ispirarvi:

1. Ascolta. Se stessa e gli altri. Ascolta per capire e aiutare gli altri a chiarirsi le idee. 2. Mostra empatia. E’ un modo per capire meglio e avvicinarsi agli altri. 3. Si prende cura gli altri.  Come leader si responsabilizza rispetto ai bisogni degli altri e se ne fa carico. 4. E’ consapevole.  Di se stessa, degli altri, dell’ambiente che la circonda. 5. Usa la persuasione. Costruisce consenso intorno a ciò che fa e non usa quasi mai la forza o l’autorità per far supportare le proprie decisioni. 6. Concettualizza. Va oltre i problemi e le sfide del quotidiano per dedicarsi anche a capire a fondo e elaborare nuove visioni per il futuro. 7. Riesce a prevedere l’evoluzione futura. Intuisce le evoluzioni prima degli altri.  8. Gestisce in modo etico le risorse e le relazioni che le sono affidate (il termine inglese è stewardship) 9. E’ impegnata nel far crescere le persone intorno a sè. Vede i collaboratori e i colleghi non come risorse, ma come individui che vuole supportare nella crescita personale e professionale. 10. Supporta la comunità. Ritiene importante che chi lavora insieme si senta parte di una comunità. Combatte l’individualismo.

Per approfondire leggete i testi da cui ho tratto queste caratteristiche: Servant-leadership: A journey into the nature of legitimate power and greatness di Greenleaf e Character and Servant Leadership: Ten Characteristics of Effective, Caring Leaders di Spears.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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