Il divario retributivo di genere rimane una vergogna

1561_A4_Email_Poster.inddL’Italia è 129esima per quanto riguarda il divario retributivo di genere (cioè il differenziale salariale tra un uomo e una donna per mansioni equivalenti), come ci ricorda il Global Gender Gap Report 2014 pubblicato dal  World Economic Forum. Tutti quelli che hanno a cuore la meritocrazia dovrebbero scandalizzarsi un pò, indipendentemente dal genere.

Il Global Gender Gap Report è una classifica dei principali paesi pubblicata ogni anno.  Si basa su un indice (il Global Gender Gap Index) che considera quattro aree (partecipazione alla vita economica e opportunità, educazione, salute e partecipazione alla vita economica) nelle quali misura il divario tra situazione maschile e femminile, non i valori assoluti (infatti Nicaragua e Rwanda sono in cima alla classifica: lì non fa gran differenza nascere uomo o donna, purtroppo però non è buon segno).

Nel 2014, l’Italia, pur restando in coda (69esima su 142 paesi), è risalita nella classifica generale, ma aspettate a stappare lo champagne.

La risalita è dovuta principalmente a un miglioramento dell’indice relativo alla partecipazione alla vita politica (siamo 37esimi) grazie principalmente al maggior numero di parlamentari e ministri donne (su queste due dimensioni siamo circa trentesimi!). Ovvio che la cosa è positiva, l’ebbrezza di essere così alti in classifica ci da le vertigini, ma non dimentichiamo che questi sono i cambiamenti più facili da fare (come anche le quote nei CdA). Quando si tratta poche di centnaia di donne, si fa in fretta. La vera sfida è chiudere il divario per tutte le donne, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione alla vita economica e le opportunità. E qui sono dolori. Continuamo infatti ad andare male su questo fronte: siamo 114esimi. Non voglio fare la guastafeste, ma è proprio una vergogna, di cui il differenziale retributivo di genere è l’aspetto più eclatante. 

 

 

 

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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