Tasche, borse e discriminazione di genere

borsaC’è un inerente sessismo nella moda femminile. La manifestazione più evidente è negli abiti che ci fanno sentire e percepire come oggetti sessuali. Una forma più sottile di sessismo è data dal privilegiare la forma e non la funzionalità nell’abbigliamento femminile. Diversamente dalla moda che ci mercifica, di questo non ci lamentiamo tanto.

Ne scrive sull’Atlantic Tanya Basu (The Gender Politics of Pockets), partendo dalla constatazione che l’iphone 6 non sta nelle tasche della maggior parte delle donne e dalla riflessione che non è solo un problema che ci capita con l’iphone.

Camilla Olson, nota stilista, dice che l’industria della moda non aiuta la donna ad avanzare e cita come esempio, appunto, la mancanza di funzionalità del nostro abbigliamento, per esempio la mancanza di tasche (o, ironicamente, la presenza di finte tasche). Ma potremmo parlare dei tacchi o, comunque della calzature femminili, che, se sono veramente tali, non permettono certo di piantarsi bene con i piedi per terra, fisicamente e metaforicamente. Una mia conoscente dice, a questo proposito, che se sta indossando i tacchi, è meno assertiva. Trovo un fondo di verità.

Tornando alle tasche, perché gli stilisti disegnano vestiti femminili come se le donne ne avessero meno bisogno? Giustamente, l’articolo fa notare che, andando a una riunione, un uomo può infilare cellulare e chiavi in tasca, mentre una donna, di solito, deve tenerli in mano (che è scomodo e diminuisce l’executive presence) o portare una borsa, segno invisibile ma ineluttabile della sua femminilità.

E poi, vogliamo parlare del significato simbolico di queste borse? Si dice che siano un “utero esterno” (ma possono essere interpretate come l’esternalizzazione di altri organi femminili). Forse per questo tante di noi ci tengono tanto a esibire belle borse. 

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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