Ispiriamoci a Houdini per liberarci dai paradossi di genere

houdini-6Careful-What-You-Wish-For (letteralmente: stai-attenta-a-quello-che-desideri) è un esempio di paradosso di genere, di cui si parla in un post uscito qualche tempo fa sul HBR Blog.

Riuscire a liberarci, come se fossimo Houdini, dai contraddittori vincoli di questi paradossi  è importante per permettere alla leadership femminile di svilupparsi. Insomma: così incatenate non andiamo da nessuna parte. Ne ho scelti quattro fra quelli citati nel post perché li trovo fondamentali e ne ho purtroppo quotidiano riscontro.

1. Il paradosso della retribuzione. Come genere abbiamo un livello di educazione superiore, ma siamo pagate meno. Quanto meno dipende dal Paese (il post parla del 23% riferendosi agli USA) e da altri fattori, ma stiamo comunque parlando di differenze sostanziose.  Guadagnare meno ci rende più vulnerabili, meno padrone delle nostre scelte e le “candidate naturali” , all’interno della coppia, per compiere sacrifici e sostenere la carriera del partner a scapito della propria. Questo paradosso non lo abbiamo certo inventato noi donne, però dobbiamo darci da fare per sconfiggerlo.

2. Il paradosso del doppio-vincolo. Per farci strada professionalmente dobbiamo proiettare gravitas e mostrare leadership, ma siamo anche richieste di non rinunciare alla nostra femminilità. Spesso, negli occhi di chi ci guarda, le due cose sono incompatibili eppure si aspettano da noi entrambe. Anche questo paradosso non è opera nostra, però attenzione, dobbiamo avere il coraggio di non stare al gioco.

3. Il paradosso del networking. Le donne sono abili nel costruire relazioni ma non usano i propri contatti per auto-promuoversi, chiedere favori e avanzare professionalmente. Siamo in genere “separatiste” cioè teniamo separati i network privati da quelli professionali. Qui, secondo me, dobbiamo darci da fare per superare dei limiti che ci poniamo sole riflettendo sul fatto che ci costano cari.

4. Il paradosso del stai-attenta-a-quello-che-desideri.  Le opportunità per le donne nel mondo del lavoro sono aumentate, ma la cultura di genere non si è adeguata sufficientemente. Di conseguenza, le donne che hanno voluto la bicicletta, scoprono che devono sempre pedalare in salita e che ben pochi fanno il tifo per incoraggiarle. La pressione a cui siamo sottoposte, di “riuscire a fare tutto”,  ci può portare a scoraggiarci, a ridimensionare le nostre ambizioni e nei casi peggiori ad abbandonare il lavoro. Noi per prime dobbiamo renderci conto che fare tutto alla perfezione non è possibile. Poi dobbiamo anche farlo capire a chi ci sta intorno (sopraattutto alle famiglie e ai partner).

Una volta smascherati per quello che sono, cioè delle contraddizioni che riguardano selettivamente il nostro genere e ci danneggiano, dovrebbe essere più facile respingerli.

 

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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