Leadership femminile, ma tra virgolette

yoga change perspectiveIt’s Time for a New Discussion on “Women in Leadership” è il titolo di un pezzo scritto da Avivah Wittenberg-Cox  sul HBR Blog pochi giorni fa. Noterete che leadership femminile (women in leadership) compare tra virgolette. La ragione per cui ad Avivah parlare di leadership femminile non piace (più) è che mette l’accento sulle donne, mentre mentre sarebbe meglio porlo sulle organizzazioni. A suo parere, dobbiamo rovesciare la prospettiva con cui si affronta il tema. La proposta: re-inquadrare la questione della leadership femminile spostando il focus dalle pari opportunità per le donne alle opportunità di business per le organizzazioni.

Wittenberg-Cox sostiene che sottolineare il problema, cioè lo scarso accesso delle donne alle posizioni di leadership raccoglie minori consensi (tra gli uomini ma anche tra le donne)  rispetto a parlare del vantaggio competitivo dato dalla diversità di genere. I manager spesso dicono di ignorare le differenze di genere e  di valorizzare solo il merito. Senza mettere in discussione la buona fede, sappiamo per certo che valorizzare il merito e svincolarsi dagli stereotipi è più facile nelle dichiarazioni che nei fatti (leggete l’articolo How stereotypes impair women’s careers in science oppure aspettate qualche giorno perché ho intenzione di scriverci un post). Sappiamo anche che la diversità ha un valore di per sé e che contribuisce a migliorare la performance dei gruppi (con pochissime le eccezioni). Conclusione: puntiamo sulla  diversità come valore e vantaggio per le organizzazioni e educhiamo i manager a essere inclusivi.

Credo che non sia solo un re-branding ma piuttosto un cambiamento di prospettiva quello proposto da Wittenberg-Cox. L’idea merita attenzione e la sta già ricevendo. Una nuova ondata di training manageriale aiuta infatti a diventare leader inclusivi. Partendo dalla constatazione, fatta con umiltà, che praticare veramente l’inclusione è meno naturale di quello che potrebbe apparire. Rassicurati dal fatto che, come quasi tutto, si può imparare. Motivati dalla convinzione che serve all’organizzazione, non solo al genere femminile.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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