Cosa leggono i bambini che ti stanno intorno?

bella addormentataNon mi rivolgo solo alle madri e ai padri, sarebbe un errore madornale. La responsabilità di educare i giovani è di tutti. Non chiedo quindi cosa leggono i vostri figli, ma cosa leggono quei bambini o ragazzini su cui voi potete avere una qualche influenza. Nipotini, figli di amici o conoscenti, figli biologici o non, allievi, qualsiasi cosa siano per voi, sono giovani, sono il futuro e non potete sottrarvi al dovere di dare il meglio perchè li influenzate, anche senza volerlo, nel bene e nel male. Anche se non li avete fatti voi, ponetevi il problema della loro educazione.

Bene, cosa leggono i più piccoli di loro? Ci sarà il tempo per le letture impegnative (o forse no, chissà) ci sarà il tempo per la cultura (comunque definita, speriamo), ma da piccoli cosa leggono? Cosa potrebbero leggere? Ne parla Cristina Taglietti del Corriere della Sera (26 Marzo 2014) nel suo pezzo scritto dalla fiera del libro di Bologna (“Piccoli oltre le differenze di genere”). Il tema degli stereotipi nella letteratura infantile non è nuovo, ma non fatevi prendere dall’ansia di novità e rifletteteci ancora. Gli sterotipi di genere se li porteranno dietro tutta la vita, magari con sofferenza. Vale la pena forse di spenderci qualche minuto per pensare a cosa potrebbero leggere. Può darsi che questa semplice riflessione conti di più, per la loro felicità, identità e anche successo, di ore spese a scervellarsi su quale sia la scuola didatticamente e socialmente migliore, se il cinese mandarino abbia il potenziale di diventare lingua franca e quindi valga la pena di studiarlo, se le arti marziali insegnino la disciplina che poi serve ad affermarsi nella vita, se la scherma insegni la concentrazione e così via.

Ecco alcuni spunti per letture alternative sui generi e il loro significato. “Tito, piccolo lupo, fa disperare suo papà, il Signor Lupotti: si ostina a dire che da grande vorrà fare il fioraio e non il cacciatore come tutti gli altri lupi. Il Signor Lupotti cercherà in tutti i modi di convincerlo a cambiare idea, inutilmente…”  questa è la trama a grandi linee di Tito Lupotti un libro per bambini di Marie-Odile Judes (una scrittrice francese di Tolosa) che cerca di rompere con gli stereotipi di genere. L’idea non è nuova, ricordate il film Billy Elliot (questo è per più per grandicelli)? Ricordate (io non la ricordavo) Extraterrestre alla pari? E’ un libro di di Bianca Pitzorno uscito nel 1971 – avete letto bene – in cui si parla di un piccolo adottato di cui è impossibile appurare se sia un ragazzo o una ragazzina. I genitori sono spiazzati (a quei tempi soprattutto: o di qua o di là).  Lei-lui, per cercare di compiacerli, interpreta a turno l’uno e l’altro ruolo, in una commedia che sembra buffa ma sappiamo essere in realtà tutt’altro.

Non ho letto questi libri, non so se siano capolavori, se siano carini o magari nemmeno quello. Però lidea di provare a somministrare qualcosa di diverso dalla Bella Addormentata mi sembra un’idea salutista.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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