Donne, per favore andate alla macchina del caffè

Camera_cafe_andreaCome scrive Lucy Kellaway ( Small Talk makes a big difference in your career, Financial Times, 17 Febbraio 2014) le chiacchiere con i colleghi servono a fare carriera, in modo indiretto, forse, ma servono.

Potreste pensare che noi donne, con maggiore propensione, in genere, all’uso della parola, non abbiamo bisogno di questo consiglio. Ma, se vi fermate un attimo a pensarci, vi picchierete una mano sulla fronte e riconoscerete la trappola.

In una situazione di carichi domestici e familiari squilibrati ( a ns sfavore) e di smart-work ancora lontano all’orizzonte (ma ci stiamo lavorando), le donne tendono a essere iper-efficienti in ufficio per finire decorosamente il proprio lavoro a un orario che non mandi in tilt la casa, non faccia bocciare i figli a scuola, non mandi in depressione la mamma, non faccia andare la colf dal sindacato e eviti che la au-pair prenda il primo volo per tornare a casa perché pensava di godersi l’Italia e le abbiamo guastato la festa.

Le donne professioniste evitano le chiacchiere in ufficio perché le considerano una distrazione inutile e un lusso a cui si può rinunciare. Spesso non vanno in mensa, né al bar: o mangiano uno yogurt alla scrivania mentre scrivono freneticamente al computer o usano la pausa pranzo per fare la spesa grande al supermercato. Una volta ogni tanto magari vanno a fare yoga in palestra, perché  per poterlo fare la sera finito il lavoro dovrebbero cambiare vita/famiglia/lavoro.

Potreste dire che molte delle chiacchiere non ci interessano perché francamente la maggioranza di noi non si sente allenatore in-pectore delle principali squadre di calcio e non riusciamo a parlare di formazioni e cartellini gialli per più di 60 secondi senza sbarbarci. In parte è vero, ma ormai, pur restando gli ambienti di lavoro dominati dal  genere maschile, gli uomini sono cambiati (come lo siamo noi) e parlano anche di altre cose più interessanti (lo sport però rimane nelle posizioni top).

C’è un’altra ragione che ci inibisce la chiacchiera:  noi subiamo una leggera (si fa per dire) pressione sociale che ci porta a dover sempre dimostrare di essere serie, competenti e motivate sul lavoro.  La cosa non è data per scontata, l’onere della prova è a nostro carico e non è sufficiente una sola prova. Le chiacchiere per molte donne sono quindi evitate perché considerate dannose per l’immagine di professioniste impegnate e focalizzate.

Ironia della sorte, tutto questo evitare le chiacchiere ci danneggia. Ma come? Lavorare con così tanta efficienza non può essere un male! E invece sì. Nelle chiacchiere non bisogna eccedere, ma servono a farsi conoscere e benvolere e quindi a ricevere feed-back positivi dai colleghi e a entrare nei network interni. Stabiliscono ponti. Sono fonte di informazioni e a volte di opportunità.

Donne, con l’organizzazione che ci è tipica e che in parte spiega (evolutivamente) come siamo sopravvissute finora, bloccate in agenda qualche cinque minuti ogni tanto per le chiacchiere da macchina del caffè. Potete anche ordinare un thè, o pure l’acqua liscia, fa lo stesso, ma non commettete l’errore di pensare che sia tempo perso.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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