Il Talento delle Donne intervista Chiara Burberi

chiaraChi è Chiara Burberi. Mia madre mi definiva così: nata, cresciuta e maleducata a Milano. Io mi definisco così: appassionata di #creatività, #education e #STEM (Science, Technology, Engineering and Math con Arte) in particolare per le ragazze.

Sono docente, consulente e manager, ma soprattutto: #proudtobeItalian, impegnata a investire nel futuro della nostra Italia, co-founder di redooc.com – Rethink Education!

Parafrasando il grande Bruno Munari: “Ognuno conosce una Chiara diversa”.

1. Qual è il tuo talento?  

Uno solo, grande a piacere, multiforme: imparare, continuamente, con curiosità, passione e determinazione, per fare succedere le cose, meglio se nuove e utili.  Ammetto che l’ho scoperto grazie a mio marito, che osserva le mie mille avventure da più di due decenni con grande pazienza e apparente distacco.

2. Definisci il tuo stile di leadership con tre parole e spiegaci se il fatto di essere donna lo influenza

Come vedo io il mio stile?

Non mi sono mai sentita un role-model, ma semplicemente una persona che ha ricevuto molto da grandi maestri (a partire dall’indimenticabile “I am giving you feedback because I believe in you”) e che cerca di dare molto a sua volta a chi ha voglia di crescere come persona e come professionista, che dimostra di avere uno spike (un grazie doveroso alla grande scuola McKinsey!).

Come vedono gli altri il mio stile?

Il co-founder di Redooc, un ragazzo che spesso scambiano per mio figlio, dice “never fully satisfied”, che io traduco con tre parole, così:

1) curiosità

La curiosità porta a farsi delle domande, all’innovazione vera e duratura; solo la curiosità porta alla soddisfazione della scoperta! Gli occhi brillano, tutto inizia ad avere un senso… la soluzione è lì, a tua disposizione!

2) passione

Passione vuol dire affrontare il lavoro, la vita, con sorrisi, energia, entusiasmo, vuol dire non mollare. Fare qualcosa perché ha un senso, un valore vero, la voglia di lasciare un segno!

3) occasione

“Cogliere l’occasione” è un’arte che va coltivata: cos’è un’occasione? Come si fa a coglierla? Bisogna essere disponibili, pronti a investire il proprio tempo ed energie, ma anche pronti a sbagliare, pur di imparare, ad ogni costo.

Questo stile (perché sono una donna?) spesso suscita incomprensione, magari anche fastidio e allora mi aggrappo ad un saggio insegnamento di mia madre, che ha sempre osservato con un misto di sorpresa e simpatia la mia energia, rumorosa ed estroversa: “rassegnati, Chiara, non puoi stare simpatica a tutti!”.

3. Una cosa da fare e una da evitare se una donna vuole avere successo nella vita professionale

Essere consapevoli dei propri limiti per cercare sempre di superarli e orgogliosi delle proprie capacità per sfruttare al meglio le opportunità, che sono la chiave della carriera e del successo. Pensare di non farcela non paga!

Semplicemente, per me i limiti non esistono, finché non li definisci tu. Niente è impossibile, basta volerlo. Ricordo bene un colloquio difficile con un CEO a cui ho detto: “Io sono molto ambiziosa: voglio tutto! Essere manager, collezionista, mamma di 2, moglie di 1, amica di tanti, sorella, zia, figlia, …”. Adesso aggiungerei solo: imprenditrice seriale J

4. Un consiglio per conciliare lavoro e vita privata

Credo fermamente, senza nessun rimorso o rimpianto, all’outsourcing spinto. Ci credo e cerco di praticarlo sempre, anche se sono stata allevata al motto “chi sa fare, sa comandare” e soffro ancora a tratti di una strana tendenza al “faccio io… faccio prima… faccio meglio”, che può diventare davvero dannosa, perché crea frustrazione per te e deresponsabilizzazione negli altri. L’equilibrio a cui si tende è sempre un obiettivo dinamico.

Il mio vero consiglio, come donna, è comunque “meglio sola che male accompagnata” perché una grande donna si merita un grande uomo!

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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