Leadership al femminile/ restare fedeli a se stesse

WomenLeaders600Mi piacciono tutte le donne. No, non è un coming-out, voglio solo dire, nello spirito della full-disclosure, che non sono imparziale anzi, a dire il vero, sono una tifosa sfegatata delle donne.

Però, anche se mi piacciono tutte, alcune donne mi piacciono di più perché, diventando donne di potere, cosa non banale per una donna italiana, sono rimaste se stesse. Se prendete una donna di più di quarant’anni, non si può dire che i successi siano stati tutti gol a porta aperta. Non si può ignorare che  ci siano stati momenti di fatica, di dubbio su se stesse, di voglia di piantare lì tutto, di sogni di fuga. Non si può far finta che non ci sia stata la sottile (è un eufemismo) pressione a conformarsi a un modello di leadership maschile.  Forse, dal di fuori, sembra tutto legato insieme da una narrativa semplice, una strada tracciata che alcune predestinate hanno percorso senza fatica. Ma guardando con la lente di ingrandimento la loro carriera, si vede che la linea che sembrava continua è fatta in realtà di tanti gradini e salire non è stato riposante né rilassante.

Alcune donne però lo hanno fatto senza rinunciare a se stesse. Alle ore di sonno, alla tranquillità, ai divertimenti, magari sì, ma mai alla loro essenza.  Mi piace la loro leadership femminile.

Non faccio nomi perché non ho chiesto il permesso, non le voglio imbarazzare, quindi la descrizione non fa alcun riferimento alla professione e alla posizione. Cito solo due casi per non farla troppo lunga.

Una è una ragazza quarantenne, ridanciana, coraggiosa e generosa (non dico neanche che è intelligente e brava nel suo lavoro, quello è ovvio). E’ di quelle che sicuramente a 14 anni trascinavano la compagnia con il sorriso magnetico, facendo fare a tutti quello che volevano loro, ma gli altri erano contenti di seguirle. Continua a fare lo stesso, cioè a trascinare la compagnia, che nel frattempo non è più quella del muretto, come avrete capito, ma un circolo che ha potere e influenza. Quello che è straordinario è che il potere non l’ha resa rende dura, antipatica, distratta, come sarebbe potuto succedere. Sembra non averla scalfita (la considero a questo punto immune da hubris, qualsiasi cosa faccia, e probabilmente dobbiamo ancora vedere il meglio).

Il secondo caso è un’altra  quarantenne. Anche lei potrebbe essere descritta come una donna di potere, anzi di molto potere e grande influenza. Nonostante questo, ha un modo di fare che accorcia le distanze (ma con un garbo riservato) e si capisce che non è una posa, ma un modo di essere. Questa empatia, unita a una quasi-timidezza e a una straordinaria intelligenza, lascia  le persone confuse perché le costringe a rivedere le proprie categorie. Anche dopo averci pensato, questa donna non è allocabile a nessuna categoria esistenti, bisogna crearne una apposta per lei (speriamo che si riempia presto e non resti l’unica nella sua categoria).

Conosco altre donne di successo e anche loro hanno un sacco di qualità. Vedo in anche queste donne molti più pregi che difetti (mi dicono che sono buonista, ma io nego). Credo che si possa imparare un sacco da loro. Quello che hanno sbagliato, lo giustifico. La durezza capisco da dove viene (è un callo). La frettolosità so che non è mai voluta (si sentono e sono sotto pressione). Quello a cui hanno rinunciato le rende distanti. Io le ammiro lo stesso. Però, se dovessi dire a una giovane donna a chi ispirarsi, sceglierei senza esitazione le prime due perché io ormai mi sono convinta che rimanere fedeli a se stessi è una componente essenziale della leadership(a cui le donne della mia generazione hanno a volte rinunciato un po’ o tanto. Trovo un’ingiustizia vera, e anche un po’ da ingrati, visto che hanno aperto la strada a tutte, fargliene una colpa, ma penso sia giusto dire le cose come stanno.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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