Una nuova Biancaneve

2012-02-17-snowwhiteasascientistSarahMapleLeggo sul Corriere della Sera di oggi un articolo (La guida che mette in guardia dalle fiabe sulle principesse) in cui Isabella Bossi Fedrigotti commenta i nuovi opuscoli pubblicati dal Dipartimento per le Pari Opportunità e destinati agli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori. Pare che, tra le altre cose, sconsigliano di leggere le fiabe tradizionali ai bambini in quanto promuovono un solo modello di famiglia, quella tradizionale.

C’è un’altra ragione per avercela un po’ su con le favole classiche: supportano gli stereotipi di genere e purtroppo in modo molto efficace. Il ruolo delle ragazze e delle donne nelle fiabe tende a essere subalterno a quello degli uomini (l’aspirazione delle principesse è trovare il principe; Biancaneve è realizzata nella cura dei nani, ecc.). Le qualità ideali delle donne sono la dolcezza e la bellezza. I comportamenti non sono quasi mai di tipo proattivo e molte di loro danno il meglio in stato di incoscienza (vedi Bella Addormentata).

Rottamare del tutto le favole forse è troppo, ma non potremmo rimodernarle un po’? Non potremmo almeno aggiungere qualche particolare per suggerire ruoli femminili più attuali e indirizzare le ragazze in direzioni più degne? Per ispirarvi, guardate l’immagine, è il quadro di una artista inglese, Sarah Maple, che molti dicono sia la nuova Tracey Emin.

(Il quadro a me suggerisce una Biancaneve con un PhD in chimica. Cacciata dal prestigioso laboratorio in cui lavora per ragioni di gelosia professionale, prende un anno sabbatico per riflettere e si rifugia in una baita in montagna dove convive con un gruppo di ragazzi con lieve diversità (i simpatici nani). Biancaneve si dedica ad attività manuali e medita sulla propria vita e carriera. Per una serie di circostanze fortunate conosce un ragazzo che si innamora di lei e la incoraggia a riprendere la propria carriera. Decidono di sposarsi e Biancaneve riprende a lavorare con nuova grinta e consapevolezza, anche grazie allo straordinario supporto psicologico e materiale  del neo-marito. Non so cosa direbbero i fratelli Grimm, però.)

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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