Pari opportunità: non è solo un problema delle donne

gender pay gapIn un recente editoriale sul NY Times, Charles Blow (‘Williams,’ the Princess and the Gender Pay Gap, 6 Febbraio) racconta che gli fa rabbia pensare che sua figlia entri in un mondo del lavoro che non è ancora paritetico dal punto di vista del genere.

Vedo con piacere che sempre più uomini prendono una posizione decisa a favore delle pari opportunità e contro lo stereotipo femminile. Credo che il coinvolgimento degli uomini sia fondamentale per percorrere l’ultimo miglio della parità di genere, ma riconosco che non è sempre facile capire qualcosa che non si sperimenta direttamente, che apparentemente non ci riguarda e che fa parte della “normalità”, quindi il loro ingaggio non va dato per scontato. Per riuscirci, è importante che anzitutto gli uomini capiscano dove si nascondono e come agiscono le discriminazioni e i pregiudizi di genere. Nella mia esperienza, sono utili le spiegazioni chiare e fattuali.  Poi, come suggerisce Blow,  utilizziamo il fatto che spesso gli uomini sono padri, fratelli, mariti, fidanzati, figli per “avvicinare” e rendere concreto il problema. Le diverse opportunità hanno reso, rendono o renderanno la vita meno facile a qualche donna a cui questi uomini tengono. Magari penseranno a una madre brillantemente laureata e ambiziosa che è uscita dal mondo del lavoro e ha qualche rimpianto, a una figlia che deve fare più fatica per affermarsi dei suoi colleghi maschi e si scoraggia, a una compagna che arriva a casa la sera arrabbiata perché non vede valorizzato il proprio sforzo professionale. Infine, facciamo leva sul loro senso di fair play e sul valore della meritocrazia.

Blow scrive di essere furioso al pensiero che sua figlia dovrà affrontare un mondo del lavoro dove esiste un divario retributivo di genere (almeno del 15-20%) e aggiunge di ritenere le pari opportunità non un problema femminile, bensì sociale e morale. Ovviamente sono d’accordo e credo che noi donne dobbiamo sempre più porre il problema in questi termini.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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