Lo smart-work supporta la leadership femminile, ma non solo

1launch-at-home-businessLo smart-work (lavoro intelligente) è a metà strada tra il lavoro tradizionale (da svolgersi in orari determinati e in ufficio) e il tele-lavoro svolto sempre in remoto. Varie multinazionali basate in Italia lo praticano già (sulla scia di simili pratiche adottate dalla casa madre) e ne hanno avuto evidenti benefici sia dal punto di vista dei costi (riduzione degli spazi fisici necessari) sia da quello della produttività che, secondo motli studi, aumenta (il Politecnico di Milano stima un aumento del 5,5%). Verrà depositata una legge bi-partisan dalle parlamentari Alessia MoscaIrene TinagliBarbara Saltamarini per regolamentarlo, nella speranza di allargare la base di aziende che lo adottano. L’Italia infatti è fatta di aziende medie e piccole più che di multi-nazionali: finché l’adozione di queste misure rimane loro appannaggio non cambierà il modo di vivere il lavoro degli italiani.

Lo smart-work  è importante per la carriera e la leadership femminile per due ragioni. Primo, si rivolge a tutti e piace a molti, soprattutto i giovani della generazione Y, non solo alle donne, ed è lì il bello. Mentre il part-time, che è servito ad alcune donne a conciliare vita lavorativa e familiare, portava con sè una stigmatizzazione forte (sanciva un uscita dalla competizione e comportava rallentamento di carriera più che proporzionale al tempo “sottratto” al lavoro a tempo pieno), non è così per lo smart-work. Optare per il lavoro intelligente, da casa o dall’ufficio a seconda di quello che si deve fare, non è infatti una scelta solo da mamme. Secondo, lo smart work contribuisce a eliminare un fenomeno di sottile discriminazione (la cosiddetta discriminazione di seconda generazione) legato alla presenza o meno in ufficio in alcune fasce orarie (tipicamente serali) che sono chiaramente meno accessibili alle donne con famiglia, in particolare in certi momenti della loro vita. L’influenza del face-time (il tempo in cui “mostrare la faccia”, cioè “farsi vedere” in ufficio) sulla carriera è ancora forte in molte culture aziendali in cui è conssiderata una manoifestazione dell’impegno nella carriera e di un elevato carico di lavoro e responsabilità.

Lo smart-work, in generale, può servire a promuovere la meritocrazia perché spinge verso una misurazione dei risultati concreti e riduce il presenzialismo inutile. Può anche incoraggiare gli uomini, sempre più frequenti nelle generazioni giovani, che desiderano passare più tempo con i propri figli, ma che esiterebbero a farlo a costo di una penalizzazione della propria carriera, a lavorare da casa. In altre parole, lo smart-work ci aiuta ad evolvere verso la famiglia 2.0, più paritetica nella divisione di compiti e responsabilità, che permetterà ai talenti femminili di emergere semplicemente togliendo un pò di peso dalle nostre spalle.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: