Imprenditoria rosa: una delle poche buone notizie dal Censis

imprenditriciIl Rapporto Censis 2013 analizza e interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese mettendo in evidenza i processi che trasformano la società  italiana.  Ultimamente vi fischiavano le orecchie? E’ normale, perché nel rapporto, giunto quest’anno alla 47esima edizione, si parla di noi.

L’imprenditoria femminile è segnalata come uno dei  processi “ancora allo stadio di lenta emersione” che potrebbero dare una spinta positiva alla crescita. Noi donne siamo indicate come nuovo ceto borghese produttivo:  si registra infatti una sempre più attiva responsabilità imprenditoriale femminile (in particolare nell’agroalimentare, nel turismo, nel terziario di relazione). Alla fine del secondo trimestre del 2013 le imprese con titolare donna erano circa 1,5 milioni, con un saldo  positivo annuale di quasi 5.000 unità. La crescita è attribuita a capacità di resistenza e adattamento difensivo, ma anche di innovazione, rilancio e cambiamento. Sono purtroppo prevalentemente imprese di piccole dimensioni e di tipo individuale (il solito problema di noi donne: di non pensare in grande e di essere avverse al rischio), ma si spera che crescano.

Cos’altro dice il Rapporto? Dobbiamo puntare sulla connettività e tenere d’occhio alcuni fenomeni interessanti:

1) l’affermazione degli immigrati che riescono a fare impresa in Italia  nuotando controcorrente: tra il 2012 e il 2009, in piena crisi, gli imprenditor stranieri sono cresciuti del 16,5%. Ci aiutano creando posti di lavoro per connazionali e italiani.

2) l’Italia “orizzontale” che vive e opera all’estero, protagonista della globalizzazione ma assai poco motivata a tornare. Ci aiutano portando alta la bandiera tricolore e contribuendo all’immagine, ma per il resto, se non tornano non mi è chiaro il vantaggio.

Grandi altri spunti positivi nel Rapporto 2013 non ce ne sono. Il sentiment di sfiducia permane, alimentato dal deterioramento della situazione che ha visto allargare il perimetro della crisi (dai giovani a tutti quanti).  Il numero occupati è diminuito di quasi 200.000 unità  (-2,7%), i disoccupati sono 4.3 milioni esono quasi 6 milioni gli occupati in situazioni di instabilità e precarietà lavorativa.

Imprenditrici, diamoci da fare, proviamo a gettare il cuore al di là dell’ostacolo e a far crescere le nostre imprese per creare lavoro e opportunità, c’è bisogno di noi.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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