Perché ci svalutiamo e perché non ce lo possiamo permettere

selfdenigrateVeramente, il titolo dell’articolo di Lucy Kellaway sul Financial Times di lunedì 11 Novembre è “Perché è intelligente fingere di essere stupidi”. Ma lei fa sempre così, provoca con intelligenza, così  salti tutti gli altri articolo del FT e vai a leggere il suo (io almeno faccio così).

Leggendo bene, quello che dice è:

  • Noi donne tendiamo a auto-denigrarci. Uno studio (fatto su donne nei CdA di grandi società inglesi, tanto per dire che il target non erano sprovvedute, inesperte, stupide) ha rilevato che le affermazioni autodenigratorie sono 4 volte più frequnti nelle donne. Il risultato? Le donne vengono percepite come più deboli.
  • E’ un rito e significa: “Non sono pericolosa. Puoi avvicinarti”. Se pensassimo veramente di essere delle schifezze, staremmo zitte. Facciamo questi commenti perché è ovvio che siamo “vincenti”.

Ma funziona? E’ ricevuto come pensiamo noi?

Dipende. L’auto-svalutazione è una di quelle cose che funzionano differentemente a seconda  di quanto siamo affermate. Se lo siamo, tutto bene, ci rende più umane. Se non è così, è un auto-gol. Lucy cita un’intervisata con Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, in cui dichiarava di essere peggio dei predecessori sotto vari punti di vista, noioso, meno pio di altri…un maschio alfa (anche in abito talare) diventa irresistibile con queste affermazioni che lo avvicinano al resto del mondo e lo rendono meno “impossibile”.

Morale: “Solo quando è chiaro a tutti che la competenza di una donna è oltre ogni dubbio, sarà il momento di dore a tutti che non serve a nessuno”. Aspettiamo quindi un attimo, per favore. Se le donne si autodenigrano, a meno che non siano veramente affermate (per una donna, vuol dire affermata ogni possibile dubbio), le persone reagiranno dicendo:”Ma no, figurati!”, che è ancora peggio del silenzio.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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