Chic CEO

img-marissamayerMarissa Mayer ne ha fatta un’altra delle sue. Ricordate che osò cambiare lavoro (prendendo le redini del motore di ricerca Yahoo) quando era incintissima (situazione che rende la maggior parte di noi umili, piene di sensi di colpa come se fosse un tradimento nei confronti del lavoro e speranzose che la pancia non attiri su di sé troppa attenzione)?

Ecco, adesso si è inventata di posare su Vogue, il famoso mensile di moda. Sul numero di Settembre, in più, cioè quello probabilmente a maggiore diffusione dell’anno. Ma non bastava nemmeno questo, ed eccola in pose che una volta si definivano lascive: abito viola guainato, scarpa tipo Manolo, sdraiata su una chaise-longue.

Fa bene o fa male? Ancora una volta questa biondissima e coraggiosa donna divideil mondo in due fazioni. Bisogna dire che è una che si ama o si odia.

Secondo me, dal punto di vista di Yahoo, fa bene. Non so se  abbia posato per vanità (l’ego dei CEO di solito ha le dimensioni di una piccola isola, quindi è possibile e non ci sarebbe niente di male), ma sicuramente ha senso dal punto di vista del rilancio di Yahoo (c’è chi dice che la sua gestione abbia rimesso il punto esclamativo dopo la parola Yahoo).  Lei si definisce “both glamorous and a geek” e questa sembra che sia esattamente l’immagine di Yahoo che vuole proiettare.

Cosa ci insegna questa storia? Primo, che se sei CEO il tuo personal brand e quello della tua azienda sono indissolubilmente legati e nessun messaggio può venire dato per caso.  Secondo, occuparsi del proprio brand fa parte del lavoro. In altre parole, mentre era comodamente sdraiata sulla chaise-longue, in realtà Marissa stava lavorando intensamente e forse più efficacemente di quando è alla scrivania facendo tre conf call in contemporanea per decidere la strategia aziendale o una nuova acquisizione.

Questo però è un insegnamento che riguarda tutte noi, non solo le Marisse: lavorare sul nostro brand, che richieda un’intervista a un settimanale o la partecipazione a una cena di gala, è lavoro. E merita anzitutto una strategia, poi energia, convinzione e focalizzazione. Che ci piaccia o meno, vedere il lavoro in termini  ristrettivi non giova al successo personale e aziendale. 

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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