A casa non si torna

a_casa_non_si_tornaSono stata al premio “Immagini Amiche” organizzato dall’ UDI (Unione Donne Italiane) per celebrare quelle pubblicità, trasmissioni, video amici delle donne. Come abbiamo tutti sotto gli occhi, molto di quello che si vede in giro non lo è. A una riflessione più attenta, anche quello che sembra OK al primo sguardo, nasconde la bufala perché raffoza alcuni stereotipi (es. la donna che si sacrifica, la donna che fa tutto, la donna perfetta, ecc.) che hanno già fatto più danni della grandine e non capisco cosa serva ancora per metterli al bando.

Delle immagni amiche presentate, una, secondo me, merita l’appauso. E’ un video brevissimo  che si intitola “A casa non si torna“. Per favore, cliccate il link, guardatelo  e fatelo vedere a tutte le bambine, ragazzine e giovani adulte che conoscete. Fatelo vedere, ovviamente, anche a esponenti del genere maschile. Figli e figlie, nipoti, studenti, amici: divulgatelo.

Il video lascia parlare alcune donne che fanno professoni tipiamente maschili (la camionista, la spazzina, la capo-cantiere…). Queste donne descrivono il propio lavoro con naturalezza, passione, orgoglio.  Sono donne normali, anche fisicamente. Sono completamente fuori da ogni cliché (e infatti non rientrano in nessuno degli stereotipi prevalenti: nè la donna-bambola nè la donna manager-di-tutto nè la madre lavoratrice perfetta e bionica), ma non ostentano e non provocano. Sono  assertive, sono convinte della propria scelta (“a casa non si torna”), sono loro stesse e basta. E questo, secondo me, le rende molto seduttive. Anche senza trucco e  in tuta, sono dei role model e delle star.

Ecco, per me questa è leadership al femminile è anche questaNon pensiamo che i role model siano solo la Sandberg o la Meyer e, soprattutto, non proponiamo solo questi come modelli da emulare alle giovani donne.  Non  suggeriamo per favore role model a senso unico: sono stretti come una camicia di forza. Anche se le sognamo professioniste, presidenti, primi ministri (scegliendo anche in che  paese), direttori generali – e non c’è niente di male a sognarlo – a queste bambine facciamo vedere la camionista, l’elettricista, la spazzina. Perché quello che le può rendere, oltre che vincenti, anche felici è pensare “posso essere quello che voglio”.

Il video dura meno di due minuti  e mezzo, ma avrete voglia di rivederlo, quindi calcolatene almeno cinque.

PS Volete fare una doccia scozzese, dopo aver visto A casa non si torna Rinfrescatevi le idee su come i media italiani descrivono le donne. Guardate il sempre validissimo e inquietante (questo non da condividere con le piccole) video Il Corpo delle Donne di Lorella Zanardo. Se non lo avete già visto, è un must, ma questo non vi lascerà col sorriso sulle labbra.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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