Viva la differenza?

differencesm (1)Spesso ci si chiede se le differenze di genere esistano veramente e quali siano.

Ecco un paio di interessanti differenze (se volete approfondire, leggete Croson e Gneezy, Gender differences in preferences, nel Journal of Economic Literature, 2009):

  • 1) Le donne hanno maggiore avversione al rischio rispetto agli uomini, anche se nella popolazione manageriale ci sono eccezioni
  • 2) Le donne tendano a essere più cooperative e meno competitive degli uomini. In un contesto di gruppo, per gli uomini è importante mostrare il primato individuale, mentre le donne tendono a fare squadra.

Gli studi di psicologia evolutiva e di sociologia hanno i loro limiti e ci si interroga ancora su queste differenze, perché potrebbero non esserci veramente o essere di ordine molto piccolo. Considerate, per esempio, che le riviste scientifiche tendono a pubblicare in misura maggiore studi che evidenziano le differenze rispetto a studi che non le rilevano (questo è un fenomeno ben noto, tanto che ha anche un nome, si chiama publication bias). Questo bias indirizza gli studi che vengono intrapresi (si può capire, bisogna pubblicare!) e forse distorce i risultati. Per non parlare di tanti altri problemi nel disegno degli esperimenti…insomma, sembra che le differenze ci siano, ma ci vuole cautela.

Posto che siano reali,  ci si domanda se queste differenze vengano dalla natura, cioè se siano di tipo biologico (dovute alll’esposizione prenatale al testosterone o all’estradiolo, per esempio) o se vengano dall’educazione e dai condizionamenti ricevuti nell’infanzia. Nurture or nature? Anche su questo il dibattito è in corso, ci sono evidenze che vanno nelle due direzioni e, infatti, si discute el “peso relativo” delle due influenze.

Una cosa però mi viene in mente. Le capacità femminili di fare squadra ed essere compatte sull’obiettivo, se reali, potrebbero essere carte vincenti per il successo della lobby delle donne e per la leadership femminile. In attesa del verdetto della giuria, tanto per non sbagliare, tiriamola fuori questa capacità di cooperare (se non ora, quando? il conto alla rovescia per l’8 Marzo è già cominciato…).

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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