Leadership femminile e associazioni implicite

Julia-Gillard_0Questa  persona è una leader? Molti hanno risposto di no (in effetti, invece, è il Primo Ministro australiano).  Il test fatto da Diverseo su circa 800 manager chiedeva ai partecipanti di guardare delle foto di uomini e donne (in maggioranza sconosciuti) e di dire se, secondo loro, la persona ritratta era un leader. Questo tipo di test misura l’associazione implicita, cioè quel tipo di associazione che si fa inconsciamente e che, magari, contraddice ciò che dichiariamo (anche in buona fede).

La maggior parte dei rispondenti era più disposta a vedere un leader in un “qualsiasi” uomo ben vestito e dall’aspetto serio, che in una donna  (notate che, tra le foto inserite nel mucchio, c’erano anche  quelle di donne leader come Julia Gillard, Dilma Roussef e Christine Lagarde).

Il test ha mostrato che la maggioranza delle persone (55%)  tendono a associare  uomini e leadership  più di quanto associno donne e leadership (25%). Le persone che a livello implicito hanno mostrato un’associazione neutra sono risultate il 20%. Notate che a livello esplicito il 69% dei rispondenti dichiarava di avere un orientamento neutro.

La ricerca di Diverseo ci dice che, mentre la maggior parte delle persone ritengono, a livello conscio, che donne e uomini abbiano uguali possibilità di essere buoni leader, a livello inconscio associano la leadership agli uomini.  Questo è un problema per due ragioni. Primo: l’inconscio guida i comportamenti e, nel prendere decisioni su chi promuovere, le associazioni implicite rischiano di “sequestrare” la capacità di giudizio e anche di farla franca (perché pochi ne sono consapevoli). Secondo: le donne rischiano di adattarsi alle aspettative su di loro (che sono quelle di NON essere leader) per spirito di sopravvivenza, sfinimento o altro.

Cosa si può fare? Far conoscere i role model della leadership al femminile. Aggiungo io: a tutti i livelli, non solo quelli ai vertici. Donne ai vertici ce ne sono ancora troppo poche e per molte sono modelli troppo distanti per avere rilevanza e essere motivanti.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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