Il capo pigro: un problema, forse un’opportunità

Ho recentemente letto un articolo sul Financial Times (“A boss that can’t be bothered is a boss that can be managed”, 15 Ottobre 2012) che aiuta a gestire un problema che le donne hanno spesso, cioè quello di fare più lavoro di quello che spetterebbe loro (perché qualcuno ne fa meno).

A volte chi si tira indietro sono i colleghi. La fattispecie descritta nell’articolo è invece un’altra ed è interessante. In questo caso, si parla di un capo pigro. Il boss che lavora poco tende a far lavorare di  più i collaboratori (per compensazione) ma a volte anche a danneggiarli (a causa del suo scarso lavoro l’apporto a livello aziendale del team è diluito). Ecco alcuni consigli:

  • Cercare di capire se si tratta di pigrizia conscia o inconscia. Se è inconscia, il boss può essere in parte educato. Diversamente, essendovi una motivazione che la/o porta a schivare il lavoro, è abbastanza difficile farlo.
  • Vale la pena di difendersi. Meglio  non lasciarsi scaricare addosso una quantità grande a piacere di lavoro. Il fatto di porre un limite vi farà rispettare di più. Spesso le donne ritengono, proprio perché donne, di dover dimostrare qualcosa in più dei colleghi uomini per avanzare. E’ vero, ma è pericoloso dimostrare di essere ottimi animali da soma. Le organizzazioni premiano infatti gli animali da competizione, che sono una tipologia praticamente opposta.
  • Se il boss ricade nella categoria di quelli che possono essere educati (vedi sopra), il feed-back da dare non deve essere aggressivo e deve essere circostanziato. Bisogna fargli/le capire bene l’impatto sul team del suo comportamento senza metterlo sulla difensiva.
  • Per non essere danneggiati dalla pigrizia del boss, la miglior cosa è rendersi visibili all’interno dell’organizzazione (cercando di essere per esempio coinvolta in progetti inter-funzionali, speciali, ecc.). In questo modo altri avranno modo di apprezzare le vostre qualità e non sarete indissolubilmente associate al boss pigro. Quindi offrtevi volontaria in progetti e iniziativie che vi facciano conoscere fuori dal vostro ufficio.
  • Il boss pigro può anche essere un’opportunità perché lascia fare ai collaboratori cose che dovrebbe fare lui/lei e vi permette di prendere l’iniziativa al suo posto.
  • Aggiungo un consiglio mio. Se il boss è un finto pigro, cioè è pigo nel fare quello che dovrebbe fare, ma iperattivo nel gestire la propria carriera, probabilmente di gestione della carriera e di politics aziendali se ne intende. Lasciando da parte il naturale disprezzo che questi personaggi evocano nei lavoratori coscienziosi, forse qualche lezione utile ce la possono dare. Anzi, più provate repulsione per questi carrieristi egoisti e senza scrupoli, più c’è qualcosa da imparare da loro. Forse vi si aprirà un mondo. Non intendo dire che diventerete pigre, ma che capirete come ci si muove all’interno dell’organizzazione e cosa conta e cosa non conta realmente ai fini della carriera (e non vi hanno insegnato). Non escluderei nemmeno di chiedere consigli sull’argomento carriera al capo pigro-carrierista. Addirittura, è anche possibile salire nella scia di un capo del genere.

Cosa ne pensate?

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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