Ci importa di Marissa?

Si e no.

Anzitutto, ovviamente, Marissa è lei, la Marissa Mayer divenuta recentemente CEO di Yahoo, il motore di ricerca molto noto e in difficoltà da anni. Considerata la percentuale bassissima di donne CEO nel mondo, già di così sarebbe stata una notizia. Ma quello che ha reso la notizia a tal punto notiziabile che sono stati scritti 4000 articoli per raccontarla secondo le diverse prospettive in tutto il mondo è che Marissa è incinta. Molto incinta. Sei mesi.

La storia, per quanto atipica, è, a suo modo, tipica. Alle donne si offrono le posizioni rischiose, come documentato da varie ricerche, che parlano di glass-cliff o precipizio di cristallo (non so se sia meglio del glass ceiling, il soffitto di cristallo, un’altra volta ne parliamo).

Ma il punto è: cosa cambia per le comuni mortali, anche per le non-tanto-comuni, anche per quelle che si sono fatte strada nelle organizzazioni e hanno fatto carriera, ma mai e poi mai avrebbero aspirato a una posizione prestigiosa e sfidante se incintissime come Marissa?

Da un lato, Marissa non mi interessa come role model, per la stessa ragione per cui non mi interessano Mozart  o Leonardo da Vinci. Appartiene a una categoria di persone super-dotate intellettualmente (ma non solo) che hanno anche avuto anche una discreta fortuna. Sono tutte probabilità che si moltiplicano e, conseguentemente,  di Marisse, per ragioni statistiche, ce ne sono poche. Non è possibile emularne i talenti e non credo abbia senso. Forse non è nemmeno così interessante parlarne, trovo più utile concentrarsi su storie di donne brave ma più vicine alla norma.

Ma per un attimo, per speculazione, riflettiamo su quelle poche Marisse baciate dalla sorte che ci sono in giro. Cosa fanno nella situazione di Marissa Mayer? Intendo dire: si mettono in disparte e nascondono il pancione come se fosse una colpa? Sentono di aver quasi tradito l’azienda? Decidono di ibernarsi (aziendalmente parlando) fino a quando la creatura ha almeno un anno? Si dicono che non potranno mai più dare il 100% alla propria organizzazione e quindi si mettono in disparte? Oppure si sentono di  candidarsi per una posizione ambiziosa come se nulla fosse, a testa altissima?

Ecco, Marissa, secondo me, ha fatto intravvedere una possibilità, un modo diverso di vivere la maternità e la femminilità. Se anche Marissa potesse insegnare questa sua ambizione non condizionata dal genere solo alle super-Marisse come lei (tutte ne conosciamo qualcuna), sarebbe già un successo. Non solo, sospetto che dopo un numero sufficiente di Marisse incinte che pretendono il loro posto al sole, anche le semi-Marisse si farebbero avanti…

Grazie Marissa.

Cosa ne pensate?

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: