Il potere del sonno

Per essere buone leader bisogna dormire. Sembra controcorrente, ma è proprio questo che asseriva una donna di potere come Arianna  Huffington dal palco dei TED Talks un anno e mezzo fa. Il collegamento fra  leadership e sonno sta nel fatto che solo una mente riposata riesce a vedere the big picture e, se si presenta, l’iceberg prima che il Titanic ci finisca sopra.

Nel suo talk, Arianna non si limitava a dire che la strada per avere successo è dormire di più, ma aggiungeva, provocatoriamente, che battersi per dormire di più è una battaglia femminista. Ecco perché.

Anzitutto, perché le donne tendono, a causa dei carichi famigliari e lavorativi, a dormire poco. “Mi rivolgo a tutte le donne in carenza di sonno” ha detto Huffington alla platea dei TED Talks. E’ seguito un applauso scrosciante e liberatorio. Non dobbiamo avere paura di ammetterlo: in alcuni periodi della vita si accavallano esigenze famigliari e di carriera, non si hanno sufficienti ore di sonno  e si pensa “la cosa che desidero di più è dormire”. Perfino la brillante Gillian Tett (giornalista del Financial Times) confessa che quando aveva i bambini piccoli ogni tanto andava nel bagno dell’ufficio a dormire per qualche minuto (vergognandosi di farlo alla scrivania). Brava Arianna! Sdoganiamo la stanchezza femminile e smettiamo di nasconderla perché non è una colpa né un deficit. E’ solo l’effetto dei una serie di pressioni e di una cattiva ripartizione dei carichi di lavoro nelle famiglie.

La seconda ragione per cui è una questione di genere è che gli uomini ritengono molto macho il fatto di dormire poco e infatti se ne vantano. E’ uno di quei terreni su cui amano portarci, costringendoci a volte a maratone massacranti e di dubbia utilità, forse perché spostare l’asse sulla forza fisica li fa sentire più sicuri. Ecco, questa è una di quelle cose in cui non dobbiamo imparare da loro perché, in realtà, la stanchezza ottenebra la mente. Si può forse “funzionare” nelle attività ordinarie anche da stanchi, ma è difficile essere strategici.

Charles Czeisler della Harvard Medical School diceva: “Come un ubriaco, una persona priva di sonno non ha veramente idea di quanto siano compromesse le sue reali funzioni. La maggior parte di noi ha dimenticato cosa vuol dire davvero essere svegli”. La National Sleep Foundation, che raccomanda da 7 a 9 ore di sonno a notte, ha identficato un nesso tra mancanza di sonno e e capacità cognitive, apprendmento, umore e obesità.

Conclusione: rivendicate il diritto al sonno e, se non avete alternativa, fate qualche pisolino ristoratore sul lavoro. Se vi serve a essere più lucide e a dare il meglio, è la cosa da fare. I più innovativi fra i datori di lavoro (per esempio i soliti noti della Silicon Valley) prevedono già da tempo spazi dedicati al sonnellino (per esempio, sleeping-pods, come quello nella foto). Meglio ogni tanto dormire sul lavoro per una decina di minuti che fare il proprio laoro dormendo.

Cosa ne pensate?

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: