Non fatevi indicare la strada da una donna

Pare che le donne siano vision-impaired (in inglese: non vedenti). Ci viene infatti attribuita una scarsa capacità di elaborare e comunicare, in contesto organizzativo, una visione del futuro. E questo sarebbe il nostro tallone d’Achille.

Ne parlo perché spesso mi chiedono se le donne siano migliori o peggiori leader degli uomini e anche cosa le donne leader facciano meglio (o peggio) degli uomini nelle stesse posizioni. Anche se non è la mia domanda preferita, ho capito che è qualcosa a cui ha senso provare a rispondere.

Prendo spunto da  un’indagine condotta alcuni anni fa da Herminia Ibarra Otilia Obodaru di Insead (The vision thing, Harvard Business Review, 2009) che si basa su un 360° feedback cioè un questionario in cui le persone vengono valutate dai propri pari grado, dai collaboratori, dai capi, dai clienti, insomma a 360°. L’indagine ha coinvolto oltre 22.000 valutatori, che hanno valutato oltre 2800 executive basati in oltre 150 paesi. Quello che emerge ha una base solida.

Bene, l’unico neo delle donne sarebbe proprio di essere meno “visionarie” degli uomini. La debolezza, a dire il vero, viene percepita solo dagli uomini, mentre le valutatrici donne non la rilevano. La cosa merita comunque una riflessione perché la valutazione degli uomini, giusta o sbagliata, non è stata di parte. In molte misure di leadership, infatti,  le donne risultano superiori, anche a detta degli uomini (ad esempio nell’infondere energia e nell’allineare le risorse, nell’intelligenza emotiva e nella capacità di orientare all’esterno, cioè di rendere consapevoli dei portatori di interessi esterni) mentre in altre sono valutate alla pari con i colleghi (ad esempio nella capacità di empowering e nella mentalità globale).

E’ possibile che le donne siano visionarie ma in maniera diversa (meno direttiva, per esempio)? E’ possibile che si sentano in dovere di essere “concrete” per essere prese sul serio o che prediligano ciò che è concreto? O forse siamo di nuovo al problema dell’auto-stima, perché per andare in giro a proporre una visone del futuro bisogna avere molta  fiducia in se stessi e sappiamo che non è facile.

Forse è un insieme di queste cause, ma resta il fatto che l’envisioning, cioè la capacità di articolare una visione che riassuma tante prospettive diverse e orienti al futuro è una delle capacità più ricercate nei leader, anzi, forse è proprio quella che rende tali e che differenzia dai manager. Nella prossima puntata qualche consiglio su come aumentare la capacità di articolare una visione.

Info Odile Robotti
Odile Robotti, ha una laurea in Economia Politica (Università Bocconi), un MBA (SDA Bocconi) e un Ph.D in psicologia (University College London). Ha lavorato in IBM e in McKinsey&Co prima di fondare la società di formazione manageriale Learning Edge (www.learningedge.it). È docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e cofondatrice e presidente di un’organizzazione di volontariato (MilanoAltruista) e di un’associazione senza fini di lucro (ItaliaAltruista).

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