La differenza delle persone che fanno la differenza

201301-omag-flying-balloons-600x411Cosa fanno di diverso le persone di successo? Come immaginate, molti se lo sono chiesto e pare che quasi tutti abbiano tentato di dare una risposta perché, se mettete in google questa domanda, verrete inondati di consigli. Molti sono ovvietà, ma ogni tanto ce n’è qualcuno che fa riflettere. Ecco la mia selezione (non esaustiva) di caratteristiche e atteggiamenti che possono aiutare le donne (e gli uomini) a essere leader e ad avere successo:

  • Essere ottimisti-realisti. Visualizzatevi già nelle situazioni che desiderate, comportatevi come se già si fossero avverati i vostri desideri, guardate il mondo con le lenti di chi crede di potercela fare, ma non sottostimate le difficoltà (nessuno ha detto che essere leader al femminile sia facile). Bisogna essere preparati al successo e calamitarlo, ma non pensare che arrivi senza sforzo e subito (se no si rischiano la delusione e lo sconforto).
  • Focalizzarsi sul miglioramento, non sulla perfezione. Voler essere perfette è un difettuccio femminile che ci costa caro in termini di frustrazione e ci fa rinunciare a impegnarci in cose in cui temiamo di non risultare all’altezza. Soprattutto questo secondo aspetto ha effetti molto negativi perché se non si fanno cose fuori dalla propria comfort zone è difficile che si possa diventare leader. Meglio quindi provare cose nuove, sbagliare e poi darsi semplici obiettivi di miglioramento (nel tempo si diventa quasi perfette, ma è un effetto collaterale, non l’obiettivo)
  • Concentrarsi su cosa si vuole fare, non su cosa non si vuole fare. Il cervello umano ha qualche problema con la negazione (se vi chiedo di non pensare a un elefante, la prima immagine che vi viene in mente qual’è? Proprio quella di un pachiderma). Se volete cambiare i comportamenti che limitano la vostra leadership, pensate positivo, come diceva la canzone. Anziché dirvi: “Non devo arrabbiarmi e perdere la calma quando il mio capo mi dice….”, proponetevi “Quando il capo mi dice ….prima di rispondere conto fino a 10”. L’idea è sostituire un comportamento che danneggia la nostra leadership con un altro che la supporta o almeno non la mina.

L’anello mancante tra performance e leadership

auraSe vi siete sentite dire che siete brave, ma non avete l’aura del leader, non siete certo le sole e probabilmente non è nemmeno colpa vostra. I modelli di leadership sono per lo più maschili e noi facciamo fatica a recitare la parte a dovere (spesso non ci va neppure). Fatta questa premessa, il quid che in pochi minuti  segnala leadership e potenziale si chiama executive presence e può diventare l’anello mancante tra performance e leadership, cioè costare caro alla vostra carriera.

Ma cos’è l’executive presence? Con questo termine elusivo si intende un misto di comportamenti e aspetto che ci fa rispettare.  Se la possedete  la percezione immediata che gli altri hanno del vostro valore è alta. 

E’ una forma di soft power che è meglio conoscere e sviluppare perché può diventare una buccia di banana. Ecco quattro consigli:

  • Usate uno stile di comunicazione assertivo e aperto. A volte noi donne assumiamo comportamenti un pò rigidi per farci rispettare, ma non è quella la strada giusta.
  • Parlate con convinzione, ma pacatamente, lentamente e evitando toni acuti (la natura non ci aiuta, ma transeat)
  • Trasmettete sempre un senso di sicurezza e calma, soprattutto nelle situazioni difficili (per esempio quando siete sotto attacco da parte di qualcuno)
  • Curate l’aspetto esteriore. L’avvenenza non c’entra, il budget di spesa c’entra poco: si tratta piuttosto di essere vestiti per la parte (coerenza col brand) e sempre molto curati. Le persone notano il vostro aspetto esteriore prima di tutto il resto, fatevene una ragione.

Facile vero? Manco per niente, proprio per questo meglio allenarsi parecchio.

Lezioni di football americano

Samantha Gordon Portrait of Samantha Gordon HS Football Field in Utah/Salt Lake City, Ut, Us 3/30/2013 X156349 TK1 Credit: Kohjiro Kinno

Prendo spunto dal football visto che c’è stato ieri il #SuperBowl. Sam Gordon è una bambina che gioca a football americano, cosa di per sé non comune visto che è uno sport piuttosto violento che di solito attira ragazzi e pure grossi. Tipicamente Sam (che sta per Samantha) gioca contro squadre composte esclusivamente da maschi che sono due volte lei per stazza (so che state già iniziando a identificarvi). Eppure, se guardate uno dei sui primi filmati  sul campo di gioco, capirete perché ha milioni di visualizzazioni e noterete alcune cose: 1) non è per nulla intimidita: si sente a casa sua nel campo di gioco anche se è popolato da ragazzoni (che qualche scetticismo nei suoi confronti lo avranno espresso di sicuro) 2) gioca per vincere. E’ diverso rispetto a giocare per dimostrare a se stesse e agli altri di essere brave 3) si comporta come una che ha già vinto 4) la sua performance è straordinaria, ma con una strategia diversa da quella dei maschi: lei utilizza come forza la sua debolezza (essendo leggera e atletica corre molto più velocemente). In altre parole, ha una strategia di gioco che valorizza le sue caratteristiche.

Ho finito, questi erano i consigli di oggi. Con qualche semplificazione, la leadership femminile è questo.

Le scelte delle donne assomigliano al Comma 22

comma22Le donne che vogliono fare carriera possono farlo, ma esiste un Comma22 del regolamento.

Il comma (provocatoria invenzione di Heller nel suo libro Comma 22) faceva parte del regolamento a cui i piloti, protagonisti del romanzo, erano soggetti. Recitava: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”.

A volte sembra che le donne siano sottoposte a regole altrettanto paradossali , cioè che venga data loro una possibilità di scelta che è solo apparente. Prendiamo l’esempio dell’ambizione discusso nel post precedente. Le donne che la manifestano  incontrano grandi resistenze, quelle che non la manifestano non vanno lontano. Le donne assertive fanno carriera, ma sono criticate da tutti. Le donne che fanno carriera perdono punti in femminilità.  Benvenute nelle contraddizioni che caratterizzano le carriere femminili, dovute allo stereotipo che ci chiede di accudire gli altri con abnegazione  mentre la carriera richiede anche comportamenti individualisti. Le due cose collidono.

Che fare?

1) Essere consapevoli che è una situazione da Comma 22 (non siamo noi che siamo impazzite e non sono le fluttuazioni degli ormoni). La strada che porta alla leadership femminile è ancora piena di ostacoli (che, se conosciuti, sono per lo più aggirabili).

2) Non essere ostaggio di quello che gli altri pensano di noi. Un conto è ascoltare le critiche e cambiare i propri comportamenti se necessario. Altra cosa è permettere che il giudizio degli altri diventi una camicia di forza.

 

Ambiziosa come Lady Macbeth

mcbethL’ambizione delle donne è sottilmente sanzionata (perché contraddice lo stereotipo femminile altruista) o presa poco sul serio (perché confusa con il desiderio di essere la primadonna della situazione, cioè la principessa del castello). Ma, senza manifestare ambizione, non si può fare carriera e accedere a posizioni di leadership, quindi dobbiamo usare qualche accorgimento (per evitare troppe ritorsioni) e, soprattutto, dobbiamo convogliare la nostra ambizione nel modo più efficace possibile (perché dobbiamo contrastare un’aspettativa diversa).

In un articolo uscito su Forbes (the-7-most-effective-ways-for-women-to-own-their-ambition ) di qualche tempo fa venivano dati alcuni consigli alle donne per essere ambiziose in modo efficace. Alcune sono cose non nuove, altre più interessanti, ma tutte giustissime: bisogna avere una chiara value proposition, un network professionale che ci supporti, uno o più sponsor, è necessario evitare la “doer-trap” cioè la trappola per cui si finisce sempre sommerse di lavoro sperando che questo sia interpretata come voglia di crescere nell’organizzazione….ahimè, chi lavora tanto è un animale da soma, mentre per accedere alla leadership bisogna essere cavalli di razza. Quando manifestiamo ambizione, assicuriamoci di segnalarla nel modo giusto.

 

 

Parlate della #4RivoluzioneIndustriale alle bambine

donne4rivoluzMa non aspettate troppo perché le scelte di studio (#STEM vs #nonSTEM) influenzeranno la loro sopravvivenza nel mondo del lavoro e la possibilità dell’Italia di avere talento dove può creare valore.

Anche quest’anno dal #wef17 di #Davos arriva l’allarme: le donne rischiano di essere le principali vittime della #4RivoluzioneIndustriale. Perché? Semplice, l’automazione colpisce selettivamente alcune aree (nonSTEM) ma crea posti di lavoro in altre (STEM).

Aiutate le bambine di oggi a non essere donne vaso-di-coccio domani. Avere un’istruzione STEM vuol solo dire avere opzioni e possibilità in più, non è come stringere un patto col diavolo. Da grandi sceglieranno la strada che vorranno. Ma mettiamole in condizione di scegliere. E diamo al nostro Paese possibilità di impiegare tutto il talento che possiede dove può creare valore.

Hillary e la speranza dei bambini

go-hillaryA New York un paio di giorni dopo le elezioni presidenziali colpiva l’incredulità riguardo ai risultati elettorali. La sensazione era che tutti si stessero pizzicando per cercare di svegliarsi da un sogno sgradito. Certo, New York è la città liberal per eccellenza, per chi avrebbe votato in massa non era un mistero ed è chiaro che ci siano rimasti male.

Tra quelli rimasti molto male ci sono anche dei bambini. Il cartello (che ho mal fotografato nonostante la migliore tecnologia sia disponibile nel mio smart-phone) è stato scritto da due bimbe che conosco (età 6 e 8 anni) e attaccato alla porta di casa, dove l’hanno voluto lasciare per vari giorni dopo la sconfitta della Clinton. Lo hanno ” firmato” anche altri bambini che, dalla calligrafia e dai disegnini, devono essere circa coetanei. Di ambo i generi. Il cartello dice: Go Hillary! e ripete lo slogan della campagna: Stronger Together.  Riflette la speranza delle bambine di avere una donna presidente degli Uniti e il sostegno degli amichetti maschi per una novità  importante. Io ci leggo il desiderio liberatorio di vivere in una società in cui le donne possono avere il potere senza essere infelici e gli uomini non sono costretti ad averlo per essere felici.

E’ un’ingenuità aver pensato che una donna a capo della nazione leader del mondo avrebbe fatto la differenza? In fondo, negli Stati Uniti c’è la Yellen a capo della FED (per ora). Al FMI c’è la Lagarde. Ci sono state e ci sono donne premier in vari paesi anche se meno influenti da un punto di vista geopolitico. Perché allora siamo così delusi dalla sconfitta della Clinton, al di là delle considerazioni politiche? Perché  la vittoria, con il suo potere simbolico, avrebbe creato una generazione di donne e uomini che, in modo nativo, avrebbero saputo che tutto era per possibile per il genere femminile (senza nulla togliere a quello maschile). Vedere la persona più potente e influente del mondo, una donna, in televisione, sui giornali, su internet ogni giorno avrebbe fatto un gran bene ai bambini. I fatti sono sempre più potenti delle parole.

Ma è andata diversamente, quindi bisogna raddoppiare gli sforzi per far conoscere tutti gli altri esempi di leadership femminile. La storia va avanti ed è nelle mani di tutti.